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Alguer.itnotiziealgheroAmbienteUrbanistica › Carlo Sechi, pretendiamo viabilità, vivibilità e certezza di regole
Stefano Idili 20 febbraio 2005
L’intervento dell’ex sindaco di Alghero Carlo Sechi, all’incontro dibattito tenutosi lo scorso sabato 19 febbraio ad Alghero, è stato uno dei più intensi e accalorati. Il leader di Alghero Viva ha anche ricordato gli ostacoli che nell’arco degli anni hanno portato alla mancata attuazione del Puc
Carlo Sechi, pretendiamo viabilità, vivibilità e certezza di regole


ALGHERO – Dopo un’introduzione in algherese, con la quale l’ex sindaco Carlo Sechi ha salutato i numerosi presenti al dibattito con Soru, il leader di Alghero Viva ha iniziato il suo intervento. L’emozione e la tensione del suo volto è trasparsa subito, le parole che andava a leggere stavano per essere pronunciate davanti ad una platea affamata sia di politica che di urgenti risposte su un problema, quello dello sviluppo eco-compatibile, che ad oggi dovrebbe interessare tutti senza distinzione di colore politico o classe sociale. Dall’imprenditore edile, all’albergatore, al singolo cittadino, ma soprattutto non può lasciare indifferente una classe politica, quella algherese, che da svariati anni non riesce a darsi un piano urbanistico comunale. Sembra chiaro a tutta la popolazione che oramai non ci siano più scusanti per l’attuazione di un piano, necessario ad indicare le linee guida per uno sviluppo che Alghero merita e che soprattutto si sta rendendo sempre più necessario vista la grave situazione occupazionale che sta vivendo il nostro territorio. «L’uso della lingua catalana di Alghero – così da il via al suo intervento Carlo Sechi – mi consente di affermare che non vi può essere battaglia a favore della lingua, della cultura e dell’identità della Sardegna slegata da un discorso serio sulla valorizzazione e tutela del territorio. Così come non può esserci progetto per la rinascita della Sardegna, per la valorizzazione delle sue coste, del suo patrimonio naturalistico e ambientale, senza un serio recupero della nostra lingua, della nostra cultura, delle nostre tradizioni, dei nostri toponimi». Sechi continua attaccando la Giunta Tedde per avere appoggiato il ricorso al Tar contro la “Legge Salvacoste” promosso dal Sindaco di Olbia Settimo Nizzi «in quest’occasione l’amministrazione algherese si è dimostrata reggicoda degli interessi galluresi spendendo impropriamente denaro pubblico. Il decreto era da noi atteso perché inserito nel programma di Soru, provvedimento utile a fermare le furbizie, contro l’affarismo e saccheggio a tutela degli interessi generali dei sardi. Adesso – sostiene Sechi, nel suo intervento – bisogna pensare alle linee guida dei nuovi piani territoriali paesistici, che saranno strumento di pianificazione urbanistica, ma anche progetto di sviluppo. L’offerta turistica deve comprendere le coste, ma anche le colline e l’entroterra, oggi fortemente compromesso da frazionamenti e lottizzazioni abusive e da illegittime concessioni edilizie». I tentativi, non rispettati, di mettere in atto un piano regolatore per Alghero che salvaguardasse la città, in tutti i suoi aspetti, sono i punti centrali nel proseguio della dissertazione di Sechi. «Nel 1971 il grande algherese Antoni Simon Mossa prescrisse, coadiuvato dai due architetti Emilio Zoagli e Pierfranco Pittalis, la salvaguardia totale per tutta la zona di Scala Piccada, Monte Ricciu, Monte Carru, Valverde, Monte Agnese e destinò nel piano urbanistico Maria Pia a zona di Parco Urbano con la realizzazione di strutture sportive utilizzando un minimo di volumetrie. Ma oggi ci troviamo con la zona urbana appesantita in modo grave da realizzazioni generali e residenze che hanno sostituito scuole, palestre e asili. Pretendiamo - continua Sechi – viabilità e vivibilità. Il centro urbano è massacrato da una distorta applicazione dei lotti interclusi e da un nefasto piano per le zone B1 e B2 che cancella ogni traccia della storia urbana, ogni sorta di vivibilità. Mentre le zone B3 stanno diventando zone di abitazione intensiva con realizzazioni di condomini a cinque piani. Bisogna potenziare le strutture alberghiere urbane, da Maria Pia a Calabona, con un piano regolatore credibile».
Carlo Sechi prosegue illustrando le vicissitudini di un passato, e di un presente, politico che non hanno permesso l’approvazione del Puc «sia la Giunta Tedde che quella Baldino hanno detto di volere il piano, ma non è vero. Sul provvedimento si procede al colpi di maggioranza, si concedono licenze edilizie per realizzare residence e seconde case, come accadrà in regione Cuguttu. Forse siamo all’abuso edilizio legalizzato! Riqualificazione significa rileggere la storia di questa città, e non snaturare la sua storica immagine. Sicuramente non ci consola il titolo di “Citta d’Arte” ottenuto dal Sindaco Tedde per una città in cui l’arte più diffusa è quella di arrangiarsi».
Dopo un excursus storico con l’esposizione dei provvedimenti più importanti in materia di salvaguardia paesaggistica approvati nell’arco degli ultimi cinquant’anni per Alghero il consigliere di Alghero Viva afferma che negli anni sono stati tollerati troppi abusi, con particolari conseguenze nefaste per l’agro e che spesso per giustificare scelte sciagurate si è usata l’arma dell’occupazione. Ma l’occupazione non è arrivata, mentre si è diffuso sempre di più il lavoro nero che crea lucro e profitto solo a pochi e miseria a tanti altri.
In chiusura Carlo Sechi affronta l’importante quesito del perchè quando c’era al Governo della città la sua maggioranza non è stato approvato dal consiglio comunale alcun piano urbanistico? «Era il 1994, dopo un intenso e proficuo lavoro dell’amministrazione comunale e del tecnico incaricato, arch. Emilio Zoagli ed i suoi collaboratori, fummo tra i primi comuni in Sardegna a presentare un piano. Il provvedimento fu approvato in commissione edilizia e in Giunta, reso pubblico ed esposto interamente con tavole ed allegati nella sede comunale del Pou Salit. Ma il consiglio comunale affossò il Puc con una maggioranza trasversale che vide protagonisti le forze politiche che oggi governano la città e frange dell’allora mia maggioranza. Si decise di preferire il non governo, rifiutando regole e certezza del diritto, così fui costretto a ritirare il provvedimento ed il risultato è sotto gli occhi di tutti».


Nella foto: Carlo Sechi e Pino Tilloca di Alghero Viva
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