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Red 18 giugno 2011
Si allarga a macchia d´olio la protesta contro le istituzioni che nulla hanno fatto per evitare l´insorgere dei noti problemi che attanagliano il Calich e il litorale di Maria Pia
Anche il Sib sul piede di guerra


ALGHERO - Si allarga a macchia d'olio la protesta contro le istituzioni che nulla hanno fatto per evitare l'insorgere dei noti problemi che attanagliano il Calich e il litorale di Maria Pia, interessato dalla marea gialla che ne compromette il colore delle acque. Il Sindacato Italiano Balneari, provincia di Sassari, dà la piena solidarietà ai gestori degli stabilimenti balneari colpiti dal problema dell’acqua gialla nella spiaggia di Maria Pia, problema - ricordano - che riguarda l’intera collettività algherese e non soltanto il settore balneare che ne è gravemente colpito in prima battuta.

«Si pensi agli alberghi e a tutti gli enti che hanno promosso la nostra città tramite depliants e siti internet che espongono immagini di spiagge con acque limpide e cristalline e che ora ai turisti che hanno acquistato una vacanza con quelle caratteristiche devono dare spiegazioni plausibili in merito al diverso colore e alla diversa trasparenza del mare. Un problema che avrà ripercussioni su tutti i settori merceologici della città e di parte del territorio circostante».

«Il nostro è un turismo prevalentemente balneare - precisa Bruno Costantino - e se non siamo in grado di garantire mare cristallino e pulito con spiagge pulite e sicure è ovvio che ciò che ci resta da proporre non sarà sufficiente ad attirare grandi masse di turisti - sottolinea Costantino - e quindi meno introiti per tutti, partendo dagli stabilimenti balneari passando per gli alberghi, ristoranti, negozi e finendo con i b&b e gli agriturismo. Meno occupazione, un danno per tutti».

Il Sib Confcommercio Sassari ritiene corretto manifestare il disappunto da parte dei balneari di Maria Pia non condividendone però forma e tempi: con un briciolo di programmazione in più, oltre a coinvolgere per tempo i balneari di via Lido si poteva coinvolgere il Sindacato Italiano Balneari, la Confcommercio e le altre associazioni di categoria. Bruno Costantino auspica una forma di collaborazione con gli enti preposti atta ad affrontare un percorso che porti alla soluzione non solo del problema dell’acqua gialla di Maria Pia, «ma anche di tante altre problematiche riguardanti il turismo come promozione, viabilità, pulizia degli arenili, sorveglianza a mare e dotazione di servizi igienici e docce nelle spiagge libere».

«L’esperienza e la professionalità acquisite dai balneari negli ultimi 30 anni di attività si ritiene siano un valore da non trascurare e che raramente è stato preso in considerazione dalle varie amministrazioni.
Il sistema adottato negli ultimi tempi da parte di chi è preposto alla gestione del bene pubblico, ovvero quello di progettare nuove opere senza prendere minimamente in considerazione il parere di chi ne è direttamente interessato - attacca Costantino - non stà dando buoni frutti».

«Spero - sottolinea il presidente Sib - che nuove opere che andranno ad intaccare il “sistema ambiente” siano riprese in considerazione prima di creare ulteriori danni all’intera economia della città, tutti sono bravi a parlare di sviluppo del territorio e salvaguardia dell’ambiente, ma in questa città si costruiscono piattaforme a forma di stella sugli arenili più fruibili, si usa l’arenile più vicino al centro storico come se fosse una discarica con la motivazione che “è un deposito di poseidonia spiaggiata e non è spazzatura” ma tutti sappiamo bene che non è così, e cosa ancora a mio avviso più grave si sta progettando di costruire un nuovo porto sopra lo stesso arenile che se ripulito potrebbe diventare la spiaggia più fruibile e più prossima al centro storico».

Nella foto: la marea gialla sul litorale di Maria Pia ad Alghero
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9:26
La zona interdetta è Cala S. Andrea dove i due villeggianti sono arrivati con un gommone noleggiato
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