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S.A. 7 luglio 2012
Il documento vuole essere un protocollo d’intesa per la redazione di un progetto integrato volto alla salvaguardia e valorizzazione appunto dei beni ambientali e culturali. L’incontro di presentazione della bozza di accordo si è svolto nei giorni scorsi
Salvaguardia nord Sardegna: intesa tra enti


STINTINO - L’obiettivo è valorizzare le risorse ambientali e le zone a valenza culturale e archeologica, note o ancora poco conosciute, del Nord Ovest della Sardegna, da Alghero a Castelsardo passando per Stintino. L’idea è contenuta in una bozza di aggregazione di partenariato, proposta dai primi cittadini di Stintino Antonio Diana e Porto Torres Beniamino Scarpa, che porta il titolo di “Sistema culturale ambientale Nord Ovest della Sardegna-Golfo dell’Asinara”. Il documento vuole essere un protocollo d’intesa per la redazione di un progetto integrato volto alla salvaguardia e valorizzazione appunto dei beni ambientali e culturali.

L’incontro di presentazione della bozza di accordo si è svolto nei giorni scorsi, nella sala riunioni del palazzo comunale di Stintino in via Torre Falcone, e ha visto seduti al tavolo di lavoro: il primo cittadino di Stintino Antonio Diana con il consigliere comunale con delega alla Cultura Francesca Demontis, quello di Porto Torres Beniamino Scarpa con l’assessore al Turismo e alle politiche per l’Asinara Francesco Porcu, il presidente e il direttore del Parco nazionale dell’Asinara, rispettivamente Pasqualino Federici e Pierpaolo Congiatu, il delegato del Rettore dell’Università di Sassari Salvatore Rubino, Gabriella Gasperetti della Soprintendenza per i Beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro e i rappresentanti della Qcs Consulting, Aldo Panti, Stefania Frongia e Alberto Valenti che stanno realizzando lo studio per il Comune di Stintino.

L’obiettivo della riunione, alla quale ne seguiranno altre aperte all’adesione anche di istituzioni interessate, era quello di creare una sorta di cornice progettuale per definire le finalità dell’accordo e il programma integrato di interventi da presentare a ottobre all’Unione europea per ottenere finanziamenti mirati. «È importante redigere un progetto di ampio respiro che includa i Comuni costieri dell’area vasta del Nord-Ovest della Sardegna – ha detto il sindaco Antonio Diana – oltre agli enti che si occupano della conoscenza e tutela del territorio. Perché solo così si può pensare di proporre un’idea vincente e catalizzare risorse comunitarie». Il sindaco inoltre ha fatto sapere che il direttore dell’Agenzia Conservatoria delle coste, Alessio Satta, ha proposto dei suggerimenti di modifica all’accordo, assicurando la disponibilità alla sigla del protocollo. Adesione che invece dovrebbe essere formalizzata nel prossimo incontro da parte della Sovrintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Sassari e Nuoro.

Il presidente del Parco nazionale dell’Asinara ha da subito confermato l’intenzione «di firmare a due mani l’accordo per un progetto di gestione di ampio respiro che faccia interagire il Parco dell’Asinara con il territorio della Sardegna nord ovest», ritenendo «fondamentale la questione ambientale ». Pierpaolo Congiatu inoltre ha aggiunto che «esiste un piano del Parco che stabilisce la programmazione e le regole d’interazione con l’area vasta del territorio circostante. Non ha senso che l’Asinara sia un’isola galleggiante, è un territorio che per funzionare ha bisogno del territorio sul quale si affaccia».

Gabriella Gasperetti della Soprintendenza ha affermato la totale disponibilità a fornire la schedatura dei numerosi siti archeologici del territorio, alcuni di questi già inclusi in circuiti turistici. «È importante – ha detto – che anche gli altri musei, come il “Sanna” di Sassari e l’Antiquarium di Porto Torres, vengano inseriti nella rete di promozione. Credo che poi il direttore regionale non abbia alcuna difficoltà a firmare l’accordo». Aldo Panti, responsabile della Qcs Consulting, ha sottolineato come attraverso il progetto sia possibile pensare a una valorizzazione degli stagni del Nord Ovest della Sardegna. «Un recupero alla fruizione ma anche alla produzione – ha detto – e per quello di Casaraccio, nelle cui acque, le cui caratteristiche sarebbero simili a quello dello stagno di Urbino, si potrebbe anche pensare all’allevamento di molluschi come le ostriche».

Soluzioni che consentirebbero di finalizzare le risorse presenti nell’area per una ricaduta anche economica e di sviluppo alternativo per le comunità locali, in momenti di crisi come quello attuale. «Sarebbe necessario allora – ha concluso Panti – implementare la comunicazione e le azioni di co-marketing per la segnalazione dei numerosi siti presenti nell’area. Se si facessero azioni adeguate l’intero territorio ne avrebbe un vantaggio». Interesse alla sigla dell’accordo inoltre – secondo quanto detto durante l’incontro – sarebbe stata data anche dal Parco naturale regionale di Porto Conte, nel cui ambito ricade lo stagno del Calich.

Salvatore Rubino, poi, in rappresentanza del Rettore dell’Università degli Studi di Sassari, ha ribadito l’adesione dell’Ateneo al progetto proposto, attraverso il coinvolgimento di alcuni suoi dipartimenti. Infine i sindaci Antonio Diana e Beniamino Scarpa hanno fatto sapere che anche il sindaco di Sorso, Giuseppe Morghen, e quello di Castelsardo, Matteo Santoni, non presenti alla riunione, sono promotori dell’iniziativa, dando piena disponibilità.
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