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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaAmbiente › Depuratore dei veleni: Cadinu incalza Tedde
Red 13 luglio 2012
Non si placa il polemico botta e risposta tra l´ex sindaco della città Marco Tedde e il geometra Raffaele Cadinu
Depuratore dei veleni: Cadinu incalza Tedde


ALGHERO - A distanza di tre anni e più, continua a far discutere l'entrata in funzione del nuovo impianto di depurazione della città di Alghero: s'infiamma così la polemica tra il tecnico Raffaele Cadinu e l'ex sindaco Marco Tedde. Ecco il testo integrale della replica del geometra che, documenti alla mano, smentisce quanto affermato da Tedde.

Egregio Direttore,
in riferimento all'attesa risposta dell'avv. Tedde sono di nuovo a disturbarLa, e come da consiglio dei suoi numerosi lettori cercherò di essere meno prolisso e meno tecnico possibile. Anticipo che non ho mai sostenuto la tesi di un ampliamento del depuratore Mariotti, ma solo quella di una nuova ubicazione presso Surigheddu, e ciò ancor prima che l'Avv. Tedde fosse eletto Sindaco per la prima volta. Detto questo Le allego alla presente anche tre documenti, che debitamente stampati e riletti almeno tre volte al giorno, potranno servire ad un qualsiasi smemorato ed anche all'Avvocato Tedde a riacquistare la memoria perduta; Presumo infatti che si sia presentata pure ad Alghero l'infezione di due virus particolarmente insidiosi, ricorderà infatti che la prima vittima di uno di essi era di Arcore e perdette più volte la memoria tanto da essere nominato scherzosamente “lo Smemorato di Arcore”; mentre la seconda vittima era ligure…., quello che “se scopriva chi gli aveva pagato la casa di fronte al Colosseo a sua insaputa” lo avrebbe denunciato. Il nostro ex Sindaco, anch'esso del Pdl e quindi verosimilmente sensibile ai predetti virus, si è infatti dimenticato che il sottoscritto aveva un incarico formale con l'Amministrazione da lui presieduta, e la cosa ancora più patologica è che se l'avesse “saputo” non avrebbe “condiviso” la determinazione del Suo Dirigente che mi affidava l'incarico [GUARDA]. Le allego pertanto, per la cura della memoria perduta, oltre alla determina dell'incarico, anche la prima pagina di una delle mie tante relazioni tecniche, indirizzata proprio all'Assessore Altea e al Dirigente Antonio Era da lui citati [GUARDA], ove nella premessa, in data 31 agosto 2005, è evidenziato che presso il depuratore era presente proprio lo “smemorato di Alghero” e, oltre ad altri tecnici, a “sua insaputa” anche il sottoscritto. Nel sopralluogo, voluto proprio dall'Amministrazione con l'avv. Tedde in testa, era presente un altro Consulente esterno “esperto di impianti di depurazione”, presumibilmente incaricato dallo stesso “smemorato” per la risoluzione dei cattivi odori del Mariotti. Il predetto Consulente esterno non è un Ingegnere di alto livello come quelli che avrebbe sicuramente voluto al mio posto l'ex Sindaco, ma solo un diplomato all'Istituto Industriale, e quel che è peggio non era nemmeno iscritto all'Albo dei Periti Industriali, cosa questa che il sottoscritto fece rilevare doverosamente da lì a poco anche presso le sedi opportune. L'avv. Tedde cita anche la società SGI S.p.a. progettista del depuratore, e qui un ulteriore documento [GUARDA] rileva più di un dubbio e cioè quello dei legami tra la società che ha curato il progetto del depuratore citata dall'Avv. Tedde, e cioè la SGI Spa, e la Società capofila che lo ha costruito che è la SIBA Spa. Entrambe sono infatti partecipi di una cordata di Società, ed in qualità di socie ottennero l'affidamento diretto di una quota importante dell'ATO 3 Campania, meglio noto come “Gruppo Sarnese Vesuviano”; in pratica il progettista (la SGI) e l'impresa esecutrice (la SIBA) hanno interessi in affari seppur in un altro contesto pubblico.
Non essendo io Avvocato ma solo un “tale” povero geometra, non saprei se possano esserci stati conflitti di interessi. o altro. Aggiungo infine che sempre l'Avv. Tedde incolpa il Consorzio di Bonifica della Nurra per il fatto di non rispettare il Piano di Gestione e quindi di non immettere tutte le acque depurate nella rete di irrigazione; Gli ricordo, che l'”Allegato 5 della Direttiva Regionale per il Recupero dei Reflui” prevede l'approvazione di un Piano della Sicurezza contestualmente al Piano di Gestione, cosa questa che parrebbe non essere stata ancora predisposta. Se così fosse sarebbe un Piano di Gestione monco e per di più inficiante la sicurezza sanitaria della collettività, cosa questa che interesserebbe direttamente il nuovo Sindaco per cui domanderei: quali dispositivi sono stati installati dal Consorzio di Bonifica per evitare che in caso di problemi di erogazione dal bacino di Monte Baranta si immettano esclusivamente acque depurate nella rete? Quali dispositivi di controllo in tempo reale garantiscono la perfetta miscelazione massima del 50% tra acque grezze e acque depurate? Forse l'Ing. Moritto del Consorzio di Bonifica Le saprà spiegare meglio ciò che può accadere; se Lei non sa chi sia le ricordo che dovrebbe essere lo stesso Ingegnere che oltre ad avere l'incarico di Dirigente del Consorzio di Bonifica (che prende e distribuisce le acque) è anche uno dei collaudatori del Depuratore San Marco (che le depura), qui la mano destra sa perfettamente cosa fa la sinistra...
Certo di fare cosa gradita a tutte le parti interessate, e a contribuire a far riprendere la memoria allo sventurato, elettoralmente si intende, le porgo i miei migliori saluti.
Cordialmente tale Raffaele Cadinu
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