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Marco Vuchich 25 luglio 2012
La protesta degli operatori del settore contro la spending review e il taglio delle risorse all´assistenza farmaceutica territoriale
Farmacie, sciopero il 26 luglio


ALGHERO - Annarosa Racca, presidente di Federfarma, l'associazione che rappresenta oltre 18.000 farmacie italiane, non ci sta a veder penalizzato il servizio erogato ai cittadini in un contesto in cui la spesa resta stabile o diminuisce ogni anno. «Con la chiusura del 26 luglio - afferma il dirigente di Federfarma - le farmacie protestano contro misure che aggraveranno una situazione economica compromessa a seguito dei continui tagli operati in questi anni. Temiamo anche per la qualità delle prestazioni fornite ai cittadini e per le conseguenze sull'occupazione nelle nostre attività».

Secondo i farmacisti, infatti, la revisione della spesa dovrebbe essere un modo per controllare la spesa pubblica come un giardiniere che taglia i rami secchi e cura quelli malati: ridurre la spesa pubblica senza ridurre i servizi per la popolazione, individuare spechi e inefficienze per poterli eliminare la dove si generano e non prendere i soldi ai virtuosi per trasferirli in altri settori meno attenti.

La Federfarma conclude asserendo che le 18.000 farmacie forniscono i dati di tutte le ricette Ssn per un monitoraggio preciso e immediato della spesa e dei consumi dei farmaci distribuiti. «Il Governo conosce il destino di ogni euro che è stato destinato allìassistenza farmaceutica territoriale, putroppo questo è il motivo per cui è così semplice tagliare sulla nostra pelle».
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