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Alguer.itnotiziesardegnaSpettacoloMusica › In archivio la dodicesima di Musica sulle Bocche
S.A. 3 settembre 2012
Gli spettacoli si sono concentrati per le ultime due giornate all’interno del Palazzetto dello Sport a causa del maltempo a Santa Teresa di Gallura. Spettacoli e artisti da tutto il mondo anche in questa dodicesima edizione
In archivio la dodicesima di Musica sulle Bocche


SANTA TERESA DI GALLURA - Si è chiusa domenica 2 settembre, la dodicesima edizione del Festival Musica sulle Bocche a Santa Teresa Gallura, che è stata in parte modificata a causa del maltempo. Non si sono potuti allestire gli appuntamenti tradizionali all’alba e al tramonto, ma tutti gli spettacoli si sono concentrati per le ultime due giornate all’interno del Palazzetto dello Sport, con una giornata conclusiva che è stata in sostanza una sintesi di tutto il festival, con l’avvicendarsi di spettacoli e artisti molto diversi tra loro.

Ad aprire la serata il direttore artistico Enzo Favata ha chiamato il giovanissimo Thomas Masciaga, 13 anni e uno straordinario talento pianistico, che si è esibito per due volte con grande disinvoltura davanti al pubblico di Musica sulle Bocche eseguendo brani di Schubert e di Chopin. Lo spettacolo è proseguito con Mario Crispi, il polistrumentista siciliano che nel programma iniziale avrebbe dovuto tenere il concerto al tramonto a Capo Testa. Tuttavia anche nella location certo meno suggestiva del palazzetto dello sport, Crispi è riuscito ad incantare il pubblico con i suoni di strumenti tradizionali arcaici provenienti da paesi lontani come l’Iran, il Maghreb, il Giappone, filtrati e moltiplicati attraverso l’elettronica. Sonorità ancestrali e futuribili al tempo stesso che sono state accompagnate dalla proiezione di immagini di video arte create da Cinzia Garofalo.

Sul palcoscenico sono saliti poi i componenti del trio tutto sardo costituito da Mario Ganau al piano, Matteo Marongiu al contrabbasso, e Roberto Migoni alla batteria. Jazz classico e composizioni originali si sono alternate nella performance di questi giovani talenti del jazz isolano, a cui Musica sulle Bocche riserva sempre uno spazio di rilievo. E’ stata quindi la volta di Christian Fennesz, grande rappresentante della musica elettronica contemporanea, che non ha tradito le attese degli amanti del genere, con una performance densa di suoni generati da chitarra elettrica e laptop. Uno spettacolo che, certo, sarebbe stato ideale nella cornice dell’alba sulla spiaggia Rena Bianca, dove era stato previsto.

Si è giunti quindi allo spettacolo di chiusura del festival: The Secret Life of Parks, ovvero lo spettacolo della vita nei parchi della Sardegna e della Corsica, una produzione speciale commissionata dal Parco Naturale di Porto Conte diretto da Vittorio Gazale, e affidata alla creatività di Enzo Favata che cura sia l’aspetto musicale che quello visivo. Lo spettacolo multimediale diviso in episodi ha rappresentato in modo visionario e onirico i parchi dell’Asinara, di Porto Conte, dell’arcipelago della Maddalena e della Corsica, con una colonna sonora originale, costruita attraverso gli strumenti acustici, i campionamenti di suoni naturali e l’elettronica, eseguita da Enzo Favata (ance), Marcello Peghin (chitarra), Danilo Gallo (basso elettrico), U. T. Gandhi (batteria). Il montaggio video è stato curato da Gianfranco Fois, mentre le immagini fotografiche utilizzate sono di Mauro Sanna e Mirko Ugo, le riprese aeree di Roberto Barbieri, altre immagini video di Marco Loi. L’episodio conclusivo dello spettacolo è dedicato alle straordinarie immagini subacquee realizzate da Paolo Porqueddu, con immagini quasi surreali e psichedeliche che hanno ispirato ai musicisti un commento sonoro vicino al pop-rock anni Settanta. Nell’ultima parte si è aggiunto a sorpresa ai musicisti anche Christian Fennesz.

Festa finale quindi con la Bandakadabra, la marching band torinese che è ritornata a Musica sulle Bocche dopo qualche anno di assenza ed è stata accolta dal pubblico con grandissimo entusiasmo, sia nelle esilaranti lezioni rivolte ai bambini, che nella performance finale che ha chiuso un’edizione del festival a Santa Teresa sicuramente tra le meglio riuscite per il livello altissimo e la varietà, anche coraggiosa, delle proposte artistiche scelte da Enzo Favata. Dalla musica elettronica al jazz norvegese, dalla musica barocca al rock progressivo degli Area. Tra i concerti più sorprendenti, salutati da applausi a scena aperta, ricordiamo quello che ha inaugurato il festival, dedicato allo strumento principe della musica popolare sarda con le launeddas di Dante e Roberto Tangianu, lo straordinario trio mongolo-franco-bulgaro dei Violons Barbares che ha riscaldato la piazza battuta dal maestrale, e una vera e propria perla tra i generi musicali più lontani, la musica barocca dell’Ensemble Dolci Accenti con l’incantevole voce della soprano Yoko Sugai.

Nella foto: The Secret Life of Parks con Fennesz e dei Violons Barbares
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