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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniInfanziaServe piano straordinario su questione natalità
Silvio Lai 6 agosto 2014
L'opinione di Silvio Lai
Serve piano straordinario su questione natalità


Il numero degli asili nido comunali presenti in Sardegna non è lontano dalla media nazionale ma la differenza tra il dato della nostra isola e quello di altre regioni cui ci affianchiamo nell'erogazione di altri servizi è inaccettabile. Lo squilibrio territoriale tra nord est e sud del paese é evidente, si passa dal 76,3% di servizio garantito dai comuni del settentrione al 22.5% nel mezzogiorno. In questo scenario la nostra regione, con circa il 35% di copertura del servizio garantita, si colloca in una posizione non distante dalla madia nazionale. Bisogna però fare alcune riflessioni sulla situazione della Sardegna che continua ad essere la regione con la peggiore natalità di bambini in Italia.

È evidente che il periodo di forte crisi e di grande incertezza economica che vive la nostra isola di fatto scoraggi molte coppie e sia un deterrente per chi vorrebbe mettere al mondo un figlio. Siamo al declino demografico che non si combatte con le sole politiche per la natalità e di supporto familiare, ma anche con quelle. Occorre dunque un piano straordinario che favorisca la ripresa della natalità, garantendo alle famiglie e alle mamme servizi che in questo momento non sono evidentemente sufficienti. Durante il mandato della Giunta Soru l'allora assessore Dirindin aveva pensato proprio l'attivazione di un provvedimento di questo tipo che prevedeva, tra le altre cose, anche la realizzazione di nidi aziendali, ad esempio nelle Asl. Tutto questo però è rimasto solo nella carta ed ora le difficoltà sono ulteriormente aumentate, anche per l'assoluta assenza di iniziative in questi ultimi anni.

Crediamo che la realizzazione in Sardegna di un piano straordinario di supporto alle famiglie e alle future neo mamme sia l'unico modo per avvicinare la nostra isola alle regioni virtuose sia per quanto riguarda la presenza di strutture e servizi per l'infanzia, sia per un rilancio dell'occupazione in un settore che potrebbe avere grandi margini di incremento di posti di lavoro messi a disposizione. La programmazione europea dei prossimi 7 anni deve aprirsi ad una discussione pubblica sulle priorità e su poche chiare e note strategie. Per quanto posso pensare, una strategia contro il declino demografico, che tra i suoi assi abbia anche nuove politiche per la famiglia e un piano straordinario per nuove strutture prescolari, è uno dei pilastri irrinunciabili.

*Senatore Pd
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