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Antonio Burruni 6 agosto 2014
Dopo la vittoria nei Campionati Italiani Juniores, l’atleta astigiana di nascita, ma algherese d’adozione, prepara i Campionati Italiani Seniores, con l’obbiettivo puntato sui Mondiali di Tokyo
Il sogno mondiale dell´ algherese Gobbino


ALGHERO - «Sono arriva qui da Asti quando avevo tre anni. A quattro ero già in palestra, perchè il mio padre, Maurizio Gobbino, da sempre il mio maestro, mi ci portava. Mi sono lentamente appassionata. All’inizio, mi sembrava semplicemente divertente, mi divertivo molto, perché lo vedevo più come un gioco con gli altri bambini, che non come sport. Poi, è diventato un continuo confronto con atleti della mia stessa età e li inizi a capire la bellezza e la difficoltà di questa disciplina».

A parlare è Cecilia Gobbino, 21enne karateka, fresca campionessa nazionale juniores. In borghese, la vedi bella e delicata, ma sul tatami si trasforma e diventa un “terminator”, elegante, ma risoluto, con il target “vittoria” ben fisso. Vittoria che ha accompagnato questi primi quindici anni di carriera. «Non mi ricordo se fosse proprio il primissimo torneo che disputavo, ma ne ricordo uno a sei anni, ero cintura gialla, emozionatissima. Feci sia il “kumite” (combattimento), che il kata (forme). Vinsi e ricordo che la coppa era più grande d me e non riuscivo neanche a tenerla in mano», racconta sorridendo.

Ma il karate non è solo uno sport. «Mi piace molto la filosofia del karate – spiega - che da idee e principi su come basare anche la vita di tutti i giorni. Il karate ti insegna l’autocontrollo, il controllo del tuo corpo e di te stesso. E naturalmente, il rispetto per gli avversari, per i giudici, per tutti».

Il karate e lo sport in genere hanno costellato quest’assaggio di vita della giovane Cecilia. «Si sono sempre stata attivissima. A sei anni facevo anche danza classica e ginnastica con mia madre. Fino ai diciannove anni giocavo a pallavolo, alzatore nella Gymnasium Alghero, ma con gli impegni dell’università ho dovuto smettere. E poi ancora basket, atletica con la scuola, ancora prima ginnastica artistica…».

Ed in quindici anni, di gare e tornei ne ha affrontati tanti, ma «è sempre un’emozione, perché non sai mai chi ti capita davanti e devi stare sempre attenta anche ai dettagli. Di fatto, ai Campionati Nazionali testo quello che ho provato nelle gare regionali». Ed in Sardegna, ha fatto collezione di trofei. «Ho vinto una trentina di campionati, tra Provinciali e Regionali, ma il più bello è quello dell’11 maggio di quest’anno, quando ho vinto il mio primo Campionato Italiano a Cantù, organizzato dalla Jka, una delle più prestigiose federazioni, presente in 150 Paesi nel mondo e riconosciuta dal Ministero della Cultura e dello Sport giapponese».

Ma il giorno dopo una vittoria, lo sportivo torna in palestra e riprende gli allenamenti in vista del prossimo impegno. «Ora preparo il Campionati Italiani Seniores, in programma a fine settembre ancora a Cantù. Sarò una delle più piccole (la categoria “Seniores” parte dai ventuno anni, proprio l’età di Cecilia, ndr.), ma speriamo vada bene. Mi sto allenando tutta l’estate per questo. L’obbiettivo è vincere, ma sicuramente devo e voglio combattere al meglio. Poi, una più forte di te, puoi sempre incontrarla…». Ma se i Nazionali sono una realtà vicina, si può anche guardare oltre. «Beh, poi il sogno è andare ad ottobre a Tokyo, per i Mondiali Jka. E’ un mio obbiettivo ed un mio desiderio, ma nulla è certo. E’ la Federazione a decidere i partecipanti, in base ai risultati precedenti».

Non solo karate nella vita di Cecilia Gobbino, che si prepara anche per il futuro non agonistico. «Studio Scienze Motorie a Cagliari. Quest’autunno inizierò il terzo anno e, almeno per ora, sono in regola con gli esami». I continui viaggi tra Alghero e Cagliari non intralciano la sua preparazione. «Di solito, durante la settimana sto li e quando posso vengo ad Alghero per i fine settimana. Qui mi alleno nella palestra delle Scuole Medie, con l’Asd Valverde del presidente Costantino Marcias. In settimana, invece, sono autonoma e mi appoggio alla Palestra Kanazawa di Quartu Sant’Elena, con i maestri Alberto Piludu ed Alberto Fogu».

Riposandosi momentaneamente dall’università e comunque in vista di gare, la giovane karateka pensa anche al lavoro. «Ora, per l’estate, faccio l’insegnante di fitness a Porticciolo. Come mia madre, Alessandra, che ogni volta che vado a fare una gara non mi chiede se ho vinto, ma “ti sei fatta male?”. Per il momento tengo più strade aperte: insegnante di fitness, o comunque qualcosa legato allo sport. Magari farò la Specialistica, Riabilitazione… Comunque, quest’anno dovrò decidere».

Prima di salutarci, Cecilia ne approfitta per ricordare le persone che la stanno accompagnando in questo suo momento sportivo. «Voglio ringraziare il presidente Marcias per il sostegno che da a me ed a tutta la squadra, in tutte le gare e nel corso di tutto l’anno per l’attività. Ringrazio i maestri Piludu e Fogu, che mi permettono di allenarmi con loro a Quartu, ma soprattutto ringrazio papà Maurizio, il mio maestro. Lo ringrazio, perchè quello che ho fatto finora lo devo a lui».

Nella foto: Cecilia Gobbino
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