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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaParchi › Bruno privatizza i parchi urbani: sondaggio social
Sara Alivesi 23 settembre 2014
Il sindaco algherese lancia l´idea su Facebook accogliendo consensi e critiche, oltre a qualche provocazione da parte di esponenti dell´opposizione. Ma colpisce nel segno: numerosi i commenti e proposte
Bruno privatizza i parchi urbani: sondaggio social


ALGHERO - «Penso che i giardini della città debbano essere affidati ai privati con bando di evidenza pubblica. Manutenzione, gestione di servizi, custodia. Naturalmente, dobbiamo renderli redditizi per le imprese in cambio di un servizio alla collettività». La "privatizazzione" degli spazi verdi in città è la provocazione lanciata su Facebook dal sindaco di Alghero che ha chiesto il parere dei numerosi "amici" che lo seguono sul social-network.

Mario Bruno ammette candidamente che il Comune non dispone delle risorse per mantenerli e un'alternativa potrebbe essere quella di affidarli ai privati (non specificando se a imprese o altro). Una prospettiva che ha generato una discussione articolata dove gli interventi si sono divisi tra favorevoli e contrari ma tutti consapevoli della necessità di una svolta immediata. Quella impressa qualche anno fa (Giunta Tedde) con la riqualificazione costata 7 milioni di euro ha fallito nell'obiettivo di generare posti di lavoro stabili (d'altronde i fondi erano destinati proprio all'occupazione), ma anche su manutenzione e controllo le cose non sembrano andare molto meglio. Compreso al Tarragona gestito da una cooperativa. «Studiamo nuove regole» insiste il primo cittadino a cui qualcuno ricorda che oltre ai parchi maltrattati ne esiste uno dimenticato: quello di Maria Pia chiuso da tre anni (ma non è il solo esempio).

Tra le varie proposte recapitate al sindaco, quella più autorevole arriva da Roberto Corbia, l'architetto algherese entrato a far parte di recente in un gruppo di lavoro guidato dall'archistar Renzo Piano. In disaccordo con la privatizzazione, Corbia rilancia «un vero e proprio nuovo patto tra città e cittadini individuando forme innovative partecipate per la gestione e la manutenzione degli spazi pubblici. L'occasione per fare sperimentazione - spiega - ce la dà l’art.24 del Dpr 133/2014, il cosiddetto "sblocca Italia"». Un'esperienza che sta portando avanti su Torino «favorendo ad esempio forme di compartecipazione come "la adozione" da parte dei cittadini di spazi da manutenere».

Infine, la prospettiva di Bruno non ha lasciato indifferente l'opposizione. Un accenno ironico da parte del consigliere comunale del Nuovo Centro Destra Emiliano Piras: «i "tifosi" di sinistra che plaudono alle uscite "liberali" del Sindaco mi fanno quantomeno sogghignare, a parti invertite li avremmo già visti in "okkupazione e girotondo permanente». Ancora più pungente Daga che «sorride per questo riformismo di stampo liberale assente nel programma».
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