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A.B. 1 ottobre 2014
Isola promossa dal Ministero della Sanità, che la promuove come esempio positivo esportato in tutta Italia
Blue tongue: Sardegna, esempio positivo


CAGLIARI - Il Ministero della Sanità promuove la Sardegna: sulla lotta alla lingua blu è un esempio positivo esportato in tutta Italia. A dirlo, dati e numeri alla mano, è il responsabile nazionale per la blue tongue “Loie” Giovanni Savini, direttore dell'istituto zooprofilattico Molise-Teramo e referente delle malattie esotiche Izs Abruzzo-Molise, presente mercoledì a Cagliari, all'Assessorato Regionale della Sanità, per un incontro inter-istituzionale sulla febbre catarrale degli ovini. «La Sardegna è un esempio positivo per tutta Italia per diversi motivi – spiega Savini – e il principale è il successo ottenuto nella lotta al “sierotipo 1”. Per capire meglio il fenomeno è sufficiente guardare i numeri: 34720 capi morti al 1 ottobre 2013, senza campagna vaccinale. Dodici capi morti alla data di oggi, 1 ottobre 2014, dopo la campagna di vaccinazioni».

«La situazione epidemiologica della lingua blu in Sardegna – spiega l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru - è molto diversa dallo scorso anno e il nostro vaccino è utilizzato in diverse parti d'Italia. In Abruzzo e in Umbria si stanno organizzando per fare una campagna di vaccinazioni uguale alla nostra. Dall'Isola sono anche partite in Abruzzo 40mila dosi di vaccini per tamponare l'emergenza». Il vaccino utilizzato quest'anno è spento, ovvero con virus inattivato, efficace e sicuro. «Può essere utilizzato – prosegue Arru - anche in gravidanza, non provoca aborti, immunizza le madri che trasmettono l'immunità agli agnelli. Ciò non toglie che debbano essere fatte anche tutte le azioni di igiene zootecnica per la lotta all'insetto vettore, che gli allevatori ben conoscono e che in futuro saranno potenziate».

Il virus della blue tongue si sposta dal nord Africa verso la Sardegna, incidendo su tutto il bacino del Mediterraneo, dall'Isola poi si dirige trasportata dall'insetto vettore verso la zona di Viterbo e Grosseto. «La Sardegna può vantare due grandi successi – dice il direttore delle malattie infettive alla facoltà di Veterinaria di Sassari Marco Pittau - aver debellato la brucellosi e aver bloccato il siero “tipo 1” del virus della lingua blu. E' fondamentale per noi diffondere queste risultati ottenuti grazie allo studio e alle vaccinazioni mirate perché tutti gli allevatori d'Italia si convincano che questo è il modello e il protocollo da seguire». Infatti, esistono ventisei sierotipi in diffusione dal nord Africa. «E' la strategia del virus – prosegue Pittau - quella di cambiare sierotipo. Per questo è importantissimo cercare di individuarlo e creare il vaccino specifico e nelle giuste quantità. Stabilito che esiste il modo per contrastare la malattia, ci prepariamo per tempo».

Nella foto: l'assessore regionale Luigi Arru
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