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S.C. 1 ottobre 2014
Il presidente del Parco di Porto Conte minaccia le dimissioni qualora «non venga fatta chiarezza in tempi brevissimi da parte della maggioranza». Poi se la prende con l´articolo di Alguer.it, i presunti «problemi di nomine» e contro l´ex consigliere d´amministrazione Tanchis
Lubrano contro tutti: chiarezza o dimissioni


ALGHERO - Il Presidente del Parco di Porto Conte ed ex sindaco della città minaccia le dimissioni da Casa Gioiosa qualora «non venga fatta chiarezza in tempi brevissimi da parte della maggioranza». Poi se la prende con l'articolo di Alguer.it che rappresentava il clima in cui si è riunita martedì l'assemblea [LEGGI] evidenziandone l'impasse dovuto da un lato al conflitto di norme per la nomina del nuovo Cda, dall'altro alla figura dell'attuale presidente non contemplata dallo statuto (non è membro dell'assemblea). E ancora contro quelli che lui vede come «evidenti problemi di nomine» e soprattutto contro l'ex consigliere d'amministrazione Tanchis, ieri dimessosi in quanto espressione dell'ex maggioranza consiliare. Scelta che potrebbe essere seguita anche da Toni Torre. Di seguito la lettera integrale inviata alla redazione a firma Stefano Lubrano.

L'approvazione all'unanimità del rendiconto del 2013 da parte della assemblea del Parco, unitamente alla precedente approvazione del bilancio di previsione 2014, segna un'ulteriore prova della buona gestione dell'ente Parco. Ritengo quindi fuori luogo il contenuto di un articolo apparso oggi su un quotidiano online algherese, politicamente vicino all'amministrazione comunale, il cui titolo mi "colloca" in trincea, che riporta "malumori della maggioranza tra consiglieri comunali" con il sottoscritto e addirittura paventa "evidenti difetti di leggittimità del ruolo da me svolto". L'approvazione di bilancio e rendiconto, con i pareri favorevoli dei revisori, e l'assenza di rilievi del garante, fanno ben capire che i consiglieri hanno approvato il lavoro del parco e che non esistono difetti di legittimità alcuna. Credo che si debba invece essere più chiari quando si riportano i malumori dei consiglieri di maggioranza in consiglio comunale, legando tali malumori non a chi oggi, suo malgrado, è ancora presidente del Parco ma al pesante segnale che l'avvocato Gavino Tanchis ha voluto dare alla sua maggioranza ufficializzando in conclusione di assemblea le proprie irrevocabili dimissioni. Non entro nel merito dei contrasti, peraltro evidenti, che affliggono la maggioranza oggi sulla questione nomine di sotto governo, non permetto però a nessuno di usare la mia persona per giocare a nascondino e mascherare questi problemi che, per alcuni, stanno assumendo un livello quasi da psicodramma. A tal proposito è bene ricordare che in data 20 giugno 2014, il giorno dell'insediamento del nuovo consiglio comunale, il sottoscritto ha inviato con posta certificata una mail al sindaco rendendosi disponibile da subito a convocare l'assemblea per la nomina del nuovo presidente e del nuovo consiglio di amministrazione. Tale disponibilità ha avuto riscontro solo dopo più di un mese, per la precisione il 25 luglio 2014 con la convocazione dell'assemblea per l'approvazione del bilancio di previsione 2014 e l'elezione appunto del nuovo presidente e dei due membri del consiglio di amministrazione. Arrivati alla discussione dei punti relativi al cambio dei vertici del Parco il consigliere Matteo Tedde, intervenendo a nome di tutta la maggioranza, chiedeva di sospendere i punti relativi alla elezione di presidente per le note problematiche normative e del cda per l'assenza di un accordo in seno alla maggioranza sui nomi da eleggere. Veniva quindi chiesto al sottoscritto di farsi carico ancora delle responsabilità della guida del Parco, fino alla modifica della legge, evitando cosi dannose conseguenze come quelle di un commissariamento valutato da tutti come deleterio e costoso. Pertanto nessuna trincea, nè alcun attaccamento a ruoli, per'altro svolti a titolo gratuito, ma semplicemente il voler credere che il senso della responsabilità, della correttezza e del rispetto delle istituzioni e degli enti che governano il territorio debba venire prima di ogni cosa. Detto questo non è però mia intenzione favorire l'azione mediatica che si tenta di fare e non consento a nessuno di voler approffittare del mio senso del dovere civico per giochi di basso profilo. Qualora non venga fatta chiarezza in tempi brevissimi da parte della maggioranza non esiterò a protocollare le mie dimissioni, i cui effetti avranno precisi responsabili.
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