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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniAmbienteLo Stagno del Calich è una risorsa da valorizzare
Mauro Manca 3 ottobre 2014
L'opinione di Mauro Manca
Lo Stagno del Calich è una risorsa da valorizzare


Prendendo spunto dall'intervento dell'amico Cadinu, sempre in prima linea su questioni che attengono a materie ambientali ed in particolare a tutto ciò che ruota intorno alla marea gialla, sono convinto che il complesso denominato Stagno di Calich, se si fosse trovato in altre regioni d'Italia, avrebbe avuto ben altra sorte. Anni di abbandono, scelte sbagliate ed una sorta di rifiuto ad occuparsi del problema da parte della classe politica che si è avvicendata nei decenni passati hanno fatto si che oggi, prepotentemente, la natura si sia ribellata. La marea gialla non è che il primo dei problemi gravi, infatti si sottovaluta in modo pesante il fenomeno dell'insabbiamento della foce, che per ora sembra interessare solo i più facoltosi velisti che non riescono più a navigare nel canale con la bassa marea. Non è mettendo la testa sotto la sabbia o analizzando in modo puntiforme le questioni singole che si può trasformare quel luogo da cloaca maleodorante in potenziale socio-economico importante per la Città.

Basta guardare alle valli del Veneto, che sono diventate i “Ranch” delle più ricche famiglie italiane, o andare a vedere l'esempio della Laguna di Orbetello per rendersi conto di quanta occupazione e quanta ricchezza si può creare in perfetta armonia con l'ambiente. Allora per prima cosa bisogna superare le divisioni e le contrapposizioni personali e fra soggetti pubblici, perché il famoso “cane dell'ortolano” è un fenomeno diffuso anche fuori dal perimetro della nostra Città. Bisogna mettere insieme le migliori realtà imprenditoriali del nostro territorio ed i responsabili dei centri di Ricerca, con l'Università di Sassari in primis, a lavorare su un progetto di ampio raggio, che tenda a creare economia e posti di lavoro nel pieno ed assoluto rispetto dell'ambiente, bene supremo da tutelare. In questo senso ritengo che solo il Sindaco ed il Direttore dell'Area Marina e del Parco di Porto Conte, nel cui perimetro rientra l'intera area, possano farsi promotori di una iniziativa di questo tipo, che ad oggi non può più attendere.

Ogni intervento parziale o comunque slegato da un progetto organico, rischia di non essere utile alla causa. Anche il dibattito sull'allevamento dell'Ostrica Giapponese rispetto alla possibilità di allevare Ostrica piatta, rischia di essere un puro esercizio dialettico perché collocato in un contesto in cui le condizioni di oggi potrebbero essere stravolte da una evoluzione in negativo dei fenomeni di eutrofizzazione, dovuti ad esempio all'inesorabile chiusura della bocca a mare, che non è ancora evidente solo perché la crescente torbidità dell'acqua la cela alla vista. L'invito al Sindaco Bruno, quindi, è quello di attivarsi immediatamente per mettere in campo un progetto di alto respiro, serio e completo, che veda uniti i soggetti interessati, a partire dal Parco di Porto Conte e dall'Università di Sassari, ma che includa anche Imprese private del settore, a partire naturalmente da coloro che fino ad oggi hanno svolto l'attività di pesca nello Stagno.

Ciò servirebbe sicuramente ad indirizzare in modo più efficace le energie di tutti i soggetti coinvolti, ed a raggiungere quegli obiettivi che non sono più solo degli operatori del comparto, ma di tutta l'economia turistica della Città, perché la marea gialla, permanendo questa situazione di stallo e di abbandono, è destinata ad essere il minore dei problemi. E ciò, senza dover scoprire l'acqua calda o inventare chissà quali alchimie, si può realizzare partendo da esempi, come ad esempio quello della Laguna di Orbetello, in cui decine di soggetti privati e di enti pubblici, sotto un'unica regia, operano in perfetta sinergia, creando economia, occupazione e sviluppo nel massimo rispetto per l'ambiente naturale. L'unica condizione per realizzare ciò, però, è che tutti, proprio tutti, sappiano fare la loro parte, anche semplicemente non esercitandosi nell'antico e famoso adagio del “cane dell'ortolano”. Ci provi Sig. Sindaco…!

*Resp. Regionale Coldiretti Impresapesca
Commenti
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