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Alguer.itnotiziealgheroSportBasket › Basket: Baccini punta sulla Mercede
A.B. 11 ottobre 2014
Il nuovo ds algherese ha le idee chiare: «non voglio sembrare arrogante, ma credo sia importante concentrarsi su quello che abbiamo noi da fare e costruire senza pensare alle altre. Mi auguro che sia una grande stagione, che possa sotto ogni aspetto accrescere l’interesse verso il basket femminile»
Basket: Baccini punta sulla Mercede


ALGHERO - Cristiano Baccini, dopo un esperienza di oltre dieci anni nel Lazio, da quest’anno ricoprirà il ruolo di direttore sportivo nella Mercede Basket Alghero, militante nel girone A del campionato di serie A2 femminile. Il dirigente biancoblu analizza tanti argomenti, tra passato, presente e futuro.

Cristiano, la prima domanda è ovviamente, perché hai scelto la Mercede Alghero?
«La mia storia cestistica, seppur oltre decennale, mi ha visto sempre legato alla città di Pomezia, prima con la Fortitudo e successivamente con la Minerale Puro. Questo ha fatto sì che per me il basket diventasse una sorta di seconda famiglia, avendo la possibilità di lavorare sempre con le stesse persone. Chiusa l’esperienza della Minerale Puro dopo la promozione avevo bisogno di uno stimolo importante, perché ero pronto a fermarmi. Così è arrivata la chiamata del presidente De Rosa, al quale mi lega stima ed amicizia da parecchi anni. Mi ha parlato bene del suo modo di vedere la pallacanestro e di quello che vuole fare con la Mercede, invitandomi a collaborare con lui. Devo dire che l’idea mi ha davvero entusiasmato, perché in questo momento del basket femminile è proprio quello che ci vuole».

Il declino del movimento rosa sembra non avere fine. Cos’ha in se il progetto Mercede tale da poter essere preso da esempio?
«E’un progetto sano, che mira ad una crescita ponderata e soprattutto allo sviluppo delle giovani giocatrici, che possono a lungo andare essere un patrimonio sia tecnico, che economico. Mi spiego meglio. A cosa serve fare campagne acquisti faraoniche in un movimento in cui purtroppo il ritorno di immagine non è mai quello che si spera e che comunque meriterebbe? A mio parere, il patrimonio va creato dentro casa, dando la possibilità a giovani giocatrici di formarsi nei diversi campionati, avendo un serbatoio come la serie A2, che offre una possibilità di confronto e di crescita molto interessante, magari affiancando loro due o tre atlete “senior”, che possano guidarne lo sviluppo sia in allenamento, che in partita. Questo fa sì che si possa avere una società lungimirante e sana a livello economico, perché purtroppo molti casi eclatanti nel mondo del basket femminile hanno dimostrato che purtroppo cadere nel baratro è troppo facile».

La vostra società opererà su tutto il territorio giusto?
«Il concetto principale è quello che “l’unione fa la forza” ed è stato molto bravo il presidente De Rosa a non limitare il proprio raggio d’azione alla sola Sardegna. Per questo, abbiamo strutturato una dirigenza che permetta alla Mercede di avere risorse su tutto il territorio, mettendosi anche a disposizione di società non necessariamente sarde per una collaborazione e una crescita reciproca. Inoltre, sottolineo l’importanza di un personaggio come Laura Ortu, una persona che ama, conosce e vive la pallacanestro come pochi. Il suo progetto “Basket in Rosa” è qualcosa di fantastico, ed esserne parte integrante come società è un motivo di grande orgoglio. Laura giocherà davvero un ruolo fondamentale in questa crescita societaria».

Quindi, non possiamo parlare di obiettivi sportivi che vi siete prefissati per la prossima stagione?
«Sarebbe errato e non in linea con quello che stiamo cercando di fare, perché, forse sono ripetitivo, ma il nostro obiettivo è crescere in maniera sana e scoprire nuovi talenti. Ovviamente, toccando l’aspetto esclusivamente sportivo, vogliamo mantenere la categoria con la prima squadra e magari toglierci qualche bella soddisfazione con il settore giovanile, ma sono certo che il lavoro pagherà. Ci sarà bisogno di tempo, ma certamente non abbiamo fretta».

Facciamo un salto nel passato, dopo tanti anni a Pomezia qual è il ricordo più bello?
«Il mio ricordo più bello non è sportivo, ma sono le persone che ho incontrato e con le quali ho avuto il privilegio di lavorare. Da amici come Massimo Fonso o Alberto Fanella, coach Gabriele Diotallevi o il mio amicone Umberto Zanchi, sul quale avrei scommesso già dieci anni fa e che ora è assistant coach alla Virtus Roma in serie A1 maschile. Ma anche tantissime giocatrici, come Laura Gelfusa, alla quale mi lega un amicizia anche al di fuori del campo di gioco da tantissimi anni e che incarna alla perfezione lo spirito del capitano, o Laura Perseu, Sarah Paladino, oppure il privilegio di lavorare con una campionessa come Giorgia Bertocchi e tantissime altre che non sto qui a dirti per paura di dimenticare altri nomi e fare un torto che mai vorrei alle splendide ragazze che hanno reso speciale ogni singola stagione, soprattutto sotto l’aspetto umano».

Qual è la squadra più forte che hai affrontato in questi anni?
«Ho visto tante squadre fantastiche, ma per mio personale gusto rimasi folgorato da una Siena stratosferica, che vantava un quintetto composto da Petrassi, Granieri, Diamanti, Vengryte e Cencetti. Una squadra sopraffina veramente, che non riesco ad oggi ancora a spiegarmi come fece a non vincere il campionato».

Un rimpianto legato a questi anni?
«Rimpianti sportivi non ne ho, probabilmente un grosso rimpianto è legato ad una giocatrice che a mio parere rappresenta uno dei più grandi talenti che ci sia in Italia e sulla quale decisi di puntare diversi anni fa ovvero Sara Innocenti, riuscii a portarla a Pomezia da San Giovanni Valdarno, ma, purtroppo, ero da poco trasferito per lavoro a Forlì e non potei seguire in prima persona la situazione e riuscire a gestirla. Purtroppo fu gestita male e si finì per allontanare un talento che avrebbe fatto la differenza, così come ora sta meritatamente facendo in serie A2 e mi auguro di vedere presto in A1, perché io faccio sempre il tifo per lei. Pur non essendo io la causa di quanto successo, non ho mai smesso di avere un senso di colpa per quanto successo, questo è il mio modo di fare, io mi assumo le responsabilità di ogni cosa che faccio, perché preferisco avere un rapporto molto onesto con tutte le giocatrici».

Chiudiamo con un pronostico, la tua favorita per la prossima stagione di A2?
«Tifo Mercede Alghero e basta, non voglio sembrare arrogante, ma credo sia importante concentrarsi su quello che abbiamo noi da fare e costruire senza pensare alle altre. Mi auguro che sia una grande stagione, che possa sotto ogni aspetto accrescere l’interesse verso il basket femminile».
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