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S.A. 17 ottobre 2014
La richiesta arriva dai consiglieri della maggioranza cittadina, all´indomani delle dimissioni di Toni Torre che seguono quelle dell´altro componente del Cda Gavino Tanchis. Questa sera è in programma l´Assemblea a Casa Gioiosa
«Lubrano si dimetta questa sera»


ALGHERO - «Le recenti dimissioni dal Cda del Parco di Gavino Tanchis, a cui hanno fatto eco quelle del consigliere Torre, privano oggi l’Ente dalla guida politica riconducibile alla maggioranza che ha vinto le recenti elezioni. L’evidente contraddittorietà della Legge Severino, norma intrinsecamente irragionevole che presenta evidenti profili di incostituzionalità, impedisce la nomina del nuovo Presidente del Parco e conseguentemente il rinnovo dell’intero Consiglio di Amministrazione». Così la maggioranza algherese evidenzia in una nota lo stallo politico in cui si trova il consiglio di amministrazione del Parco di Porto Conte, all'indomani delle dimissioni di Toni Torre dal Cda che seguono quelle di Gavino Tanchis che aveva già lasciato nelle scorse settimane [LEGGI].

Il conflitto tra norme è noto: la Legge Istitutiva e lo Statuto prevedono che la carica di Presidente possa essere esercitata unicamente da un componente l’Assemblea del Parco, mentre la Legge Severino vieta quanto in precedenza statuito e preclude, di fatto, la possibilità per il rinnovo delle cariche. Ora la questione potrà risolversi solo a Cagliari come richiesto dal sindaco nel recente incontro con i consiglieri regionali del territorio e il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau nelle scorse settimane in visita istituzionale ad Alghero [LEGGI]. Solo così si arriverà «al rinnovo dei componenti del consiglio di amministrazione, i quali dovranno necessariamente dare un nuovo impulso alla attività politica, portando alla attenzione della assemblea la discussione sulle linee guida del redigendo Piano del Parco» sottolineano i consiglieri.

Dalla maggioranza promuovono l'operato del Cda uscente: si pone in debita evidenza come i componenti il Cda Stefano Lubrano, Gavino Tanchis e Toni Torre, negli anni, abbiano diligentemente e con estrema professionalità svolto il loro ruolo, senza mai ricevere alcun compenso e addirittura alcun rimborso per le spese sostenute nell’esercizio delle funzioni. Ma chiedono, allo stato di cose, le immediate dimissioni del presidente: «poste le dovute premesse e considerata la necessità di restituire al Parco una guida politica di riferimento, la maggioranza auspica che il Presidente in carica, Stefano Lubrano, in occasione della assemblea convocata per questo pomeriggio, rassegni le dimissioni dalla presidenza affinchè la Ras possa procedere al commissariamento dell’Ente».
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