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Alguer.itnotiziealgheroCronacaAmbiente › Il Geometra critica il Professore. «Morta la laguna, c´è lo stagno»
S.A. 20 ottobre 2014
Alle recenti dichiarazioni del docente dell´Università di Sassari, Nicola Sechi, in merito alla marea gialla, replica duramente il geometra algherese Raffaele Cadinu. Di seguito la sua lettera integrale
Il Geometra critica il Professore
«Morta la laguna, c´è lo stagno»


ALGHERO - Il depuratore di Alghero continua a far discutere dopo cinque anni dall'entrata in funzione e i danni che contribuisce a creare non solo all'ecosistema del Calich. E' della settimana scorsa la decisione della Provincia di sospendere l'autorizzazione allo scarico con contestuale diffida al titolare (Abbanoa) e richiesta urgente di documentazione integrativa per valutare la corrispondenza progettuale e documentale al reale ciclo depurativo dell'impianto [LEGGI]. Molte cose da chiarire, dunque, (c'è anche un'inchiesta della Magistratura) ma quel che è già noto è che il mancato utilizzo dei reflui in agricoltura ha contribuito notevolmente al fenomeno noto come "marea gialla". Sulla questione è intervenuto il docente dell'Università di Sassari Nicola Sechi, in due interviste al Quotidiano di Alghero: una nel 2011 [GUARDA] e l'ultima qualche settimana fa [LEGGI] e [GUARDA]. E' uno dei massimi esperti locali e studiosi da anni dell'ecosistema del Calich e dei fenomeni connessi all'entrata in funzione dell'impianto di san marco, già collaboratore del parco di Porto Conte. Alle sue recenti dichiarazioni replica duramente Raffaele Cadinu, profondo conoscitore dell'argomento e tecnico già impegnato in passato in alcune opere del depuratore del Mariotti. Di seguito la sua lettera integrale.

Illustrissimo Professor Nicola Sechi
Ho avuto modo di ascoltare la Sua intervista, rilasciata ad Alguer.it, e mi ha ricordato un rito arcaico. La Sua faccia tagliente, la Sua parlata cantilenante, le Sue ripetizioni intercalari mi hanno infatti rammentato le prefiche greche o meglio quelle sarde che cantavano Su Attitu, evocando le gesta del morto di turno. Che poi fosse morto normale o morto ammazzato era lo stesso, il canto era infatti a pagamento, e pertanto lodava solo positivamente il defunto vantandone le virtù. Così Lei nell’intervista, al pari delle prefiche greche, evoca la laguna viva di un tempo, adesso quasi morta, al punto che nel Suo discorso quasi sempre la definisce appunto stagno. Io invece insisto a chiamarla laguna, ma Lei quale studioso fa bene a definirla stagno, sapendo perfettamente che una laguna quando muore diventa appunto uno stagno. Lei dice di averla studiata da tanto tempo, ed infatti nel Suo curriculum risulta che sin dal 1974 si è occupato di ambiente, e nel 1985 è stato addirittura nominato Professore Associato di Ecologia presso il corso di laurea di scienze naturali della facoltà di S.M.F.N. dell’Università di Sassari. Avrà quindi sicuramente avuto modo di vedere, in tutti questi anni, produzioni algali di ogni tipo, comprese quindi anche quelle del Calich, che io continuo a chiamare laguna. Nel suo curriculum risulta anche che negli anni 2000/2001 ha svolto l’incarico di responsabile del Master post-laurea in Valutazione di Impatto Ambientale, cosa questa che le fa onore, in quanto per un Professore di Ecologia, difensore quindi dell’ambiente, sarebbe come per un normale pilota di aerei avere la specializzazione di istruttore da combattimento, un Top Gun per dirla in americano. Una carriera, la Sua, come detto iniziata nel 1974, anno in cui divenne assegnista ministeriale di botanica della medesima facoltà nella quale oggi Lei ricopre il ruolo di Direttore di dipartimento, e oggi, dopo 40 anni di ricerche varie sugli ecosistemi lacustri della Sardegna, Lei afferma la necessità di approfondire gli studi sul Calich per risolvere il problema dell’eutrofizzazione, impegnandosi nel far capire, dall’alto della Sua cattedra, che le colpe sarebbero da ascrivere più a pratiche agricole sbagliate e in minor misura allo sversamento di reflui depurati nel rio Filibertu dicendo che lo stagno era già malato. Lei afferma inoltre nell’intervista che occorre ulteriore tempo, in aggiunta ai 40 anni già trascorsi, per studiare ancora più profondamente quanto Lei ha sin’ora fatto sul Calich che peraltro, scusando il gioco di parole, è anche molto poco profondo. Vede Illustrissimo Professore, nei suoi vari interventi, mi spiace dirlo, non ho mai visto un briciolo di umiltà, Lei si mostra al pubblico come colui che scende dall’alto per illustrare con sufficienza il Suo sapere al popolo di ignoranti che La possono solo ascoltare senza contraddirLa. E siccome anche io ho i miei difetti e mi piace contraddire, mi è venuta un’idea e ho pensato, per avvicinarLa al popolo, di darLe un aiuto, non foss’altro per suggerirLe una possibile soluzione, poiché di soluzione di tratta. Quando Lei infatti ha parlato di Situazione Difficile e di Soluzioni possibili mi si è illuminata la mente. Lei mi dirà che potrei aver preso un abbaglio, ma io questo rischio lo corro e quindi Le espongo il mio umile contributo scientifico. Una soluzione è ad esempio costituita da un sale come il cloruro di sodio sciolto in acqua, quindi siamo proprio nel caso di una laguna salmastra come il Calich. Io non possiedo gli stessi finanziamenti che per 40 anni Lei ha invece avuto modo di utilizzare nel corso delle Sue ricerche, comunque ho speso una parte dei miei averi, circa 60 euro…, per acquistare un rifrattometro. Ha presente quello strumento che serve a quantificare la quantità di cloruro di sodio in soluzione acquosa? Proprio quello! A quel punto, per oltre un anno, mi sono recato più volte nel Calich e nel Rio Barca ed in più punti e a diverse profondità ho verificato la salinità. Sa cosa ho scoperto? Ho scoperto che la soluzione era il cloruro di sodio!! Incredibile! Con soli 60 euro ho trovato che la soluzione era il sale che non c’era! Possibile mi son detto che l’Illustrissimo Professore non si sia accorto che la soluzione di cloruro nel rio Barca era la soluzione che sino a pochi anni fa c’era e adesso non c’è più? Ecco! mi son detto, devo assolutamente farglielo sapere! Deve sapere, Illustrissimo Professore, che la gente comune non capisce le cose se non si fanno esempi semplici ed elementari, quindi per spiegare gli effetti dell’assenza di soluzione di sale ho fatto un esperimento scientifico addirittura casalingo, Le spiego: ho acquistato un po’ di vongole che vivono in acqua salata e ho provato a tenerle in acqua dolce per una giornata. Sa cosa è successo? Sono morte. Ho provato quindi scientificamente che le vongole che vivono in acqua salata muoiono se si immergono in acqua dolce. Questi esseri viventi, come molti altri e come Lei ben sa, vivono solo in soluzione salina, e non possono vivere in acqua dolce, quindi ho dedotto scientificamente e sperimentalmente che l’addolcimento del Rio Barca e di parte del Calich causa la morte degli esseri viventi che necessitano per vivere di una soluzione salina! Bene, mi son detto, questa è la soluzione. Visto poi che Lei ha ricoperto nel 2000/2001 l’incarico di responsabile di Master in Valutazione di Impatto Ambientale, quindi uno dei massimi esperti della materia, credo che questo esperimento faccia emergere un potenziale danno all’ambiente, proprio quell’Ambiente che Lei invece da 40 anni studia con il Suo impeccabile ruolo e con i soldi dei cittadini. Quindi Illustrissimo Professore, sono sicuro che Lei con cognizione di Scienziato, grazie al mio modestissimo e umile contributo, nella prossima intervista farà certamente un’altra bella figura facendo emergere le conseguenze dell’addolcimento del rio Barca e della Laguna. Sono convinto che Lei, nel Suo ruolo di massimo esperto, riporterà alle stesse Autorità che al momento pare stiano facendo luce sulla vicenda, quello che io, in maniera umile e rudimentale, ho cercato di spiegare anche ai miei consimili ignoranti in materia. La saluto pertanto cordialmente e la ringrazio per un Suo eventuale futuro approfondimento
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