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Red 22 ottobre 2014
Per il Sindaco di Alghero si tratta di un’imposizione, assai contenuta, nei confronti degli ospiti che si configura quale anticipazione economica di quanto saremo capaci di restituire in termini di migliore accoglienza e di servizi di ospitalità più efficienti
«Tassa soggiorno, contributo alla città»


ALGHERO – «Nessuna sottovalutazione o maltrattamento della categoria degli operatori turistici; i nostri ragionamenti politici e programmatici sono orientati verso la valutazione complessiva dell’impatto delle nostre azioni sulla comunità, nella sua interezza e non su porzioni, pur importanti, di essa. Abbiamo a cuore i cittadini e si ricorre all’imposta di soggiorno per favorire il decoro della Città, pertanto con effetti positivi sullo stesso comparto; Una scelta dettata da esigenze di bilancio e dalle condizioni indecorose in cui abbiamo trovato il territorio».

Sono alcuni dei passaggi del Sindaco di Alghero in occasione della seduta di consiglio comunale che approva con 15 voti favorevoli, 2 astenuti e 7 contrari il nuovo regolamento per l'istituzione della tassa di soggiorno [GUARDA]. Un contributo ambientale, come l'ha definita più volte il primo cittadino, ostacolata dagli albergatori e dall'opposizione [LEGGI] ma accolta con favore dai cittadini [SONDAGGIO]. «Si tratta di un’imposizione, assai contenuta, nei confronti dei nostri ospiti che si configura quale anticipazione economica di quanto saremo capaci di restituire in termini di migliore accoglienza e di servizi di ospitalità più efficienti» precisa Mario Bruno. «Un’iniziativa che probabilmente tutti voi condividete, che andava assunta con coraggio già da qualche anno e sarà interamente destinata all’abbellimento della Città e alle strategie per combattere l’abusivismo nel settore».

«Insomma, l’asserita e demagogica avversità rimarcata da alcuni consiglieri nei confronti degli operatori turistici è smentita dai fatti, basti pensare al prossimo argomento dei lavori consiliari destinato all’istituzione della Consulta per lo sviluppo economico e per il lavoro. Noi ci rivolgiamo in primo luogo ai cittadini, ma abbiamo attivato una serie di confronti con gli imprenditori del settore e proprio in relazione alle istanze di questi ultimi abbiamo preferito attivare l’imposta solo a partire dal 2015. Tutte le proposte avanzate sono state attentamente valutate da chi ha la responsabilità di governare in nome e per conto della cittadinanza, assegnando valenza democratica alla decisione finale» | GUARDA L'INTERVENTO COMPLETO DI MARIO BRUNO
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