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A.B. 31 ottobre 2014
L’organismo che rappresenta le più importanti associazioni di spettacolo dal vivo in Sardegna, ha inviato una lettera alle massime cariche regionali, nella speranza che si trovi una soluzione condivisa
Tagli allo spettacolo: l’Agis lancia l’allarme


CAGLIARI - «L’Agis, l’organismo che rappresenta le più importanti associazioni di spettacolo dal vivo in Sardegna, prende atto che nonostante lo stanziamento di 800mila euro a favore del settore dello spettacolo nel riassestamento del bilancio regionale, permane un pesantissimo taglio del 20percento rispetto all’anno precedente. Si sottolinea che il taglio di quest’anno si aggiunge a quello del 20percento effettuato nel 2013». Inizia così la lettera inviata dall’Agis alle massime cariche politiche regionali.

Una copia della missiva è infatti stata spedita al presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru, al presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau, agli assessori regionali Claudia Firino (Pubblica Istruzione) e Raffaele Paci (Programmazione e Bilancio) ai presidenti delle Commissioni Gianfranco Sabatini (Bilancio) e Gavino Manca (Cultura) ed a tutti i capigruppo in Consiglio Regionale.

«Il reintegro immediato dei contributi del 2014, quanto meno a livello del 2013 – spiegano i rappresentanti dell’Agis - è dunque considerato essenziale per scongiurare il tracollo del settore: nel caso non si verificasse si creerebbe un’ulteriore voragine nei bilanci delle imprese precipitate oramai sull’orlo del baratro con un indebolimento complessivo dell’intero sistema spettacolo. Il lavoro di centinaia di professionisti da anni impegnati nel settore è una realtà che deve necessariamente essere affrontata come una vera e propria emergenza di carattere economico-sociale. L’assemblea dell’Agis auspica inoltre che nel prossimo bilancio 2015, il primo nella responsabilità dell’attuale governo regionale, venga destinato al settore un investimento adeguato e che vengano definite linee guida più efficaci per lo sviluppo di un comparto, che secondo tutti i più recenti studi economici, è considerato tra i più produttivi».
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