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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniPoliticaCostruiamo la casa degli italiani liberi e incazzati
Marcello Orrù 10 novembre 2014
L'opinione di Marcello Orrù
Costruiamo la casa degli italiani liberi e incazzati


Oggi il nostro Paese vive il periodo di maggiore difficoltà dal dopoguerra. Non si tratta solo di crisi economica e sociale ma anche di un progressivo declino culturale e valoriale. L'Italia appare oggi come una nave in mezzo al mare in tempesta senza rotta e senza commandante. Guardiamo alla attuale situazione politica del nostro Paese: ci troviamo nell'assurda condizione di avere avuto gli ultimi tre governi, compreso quello attuale guidato da Matteo Renzi, che non sono stati eletti dal popolo e sono totalmente asserviti a quest' Europa che ogni giorno calpesta la nostra identità nazionale, la nostra cultura e le nostre tradizioni, il nostro popolo. L'Europa dei popoli, un grande e straordinario sogno della politica del passato, non si è realizzata e,purtroppo, si è trasformato nell'incubo che oggi tutti noi stiamo vivendo. Si è preferito puntare su una Unione burocratica ed accentatrice, su un' idea di Europa totalmente sbagliata che andrebbe smantellata dal primo all'ultimo mattone per evitare che ci crolli definitivamente addosso con danni incalcolabili e forse oggi inimmaginabili.

Oggi l'Europa non è amica dell'Italia, questo è un dato oggettivo che nessuno potrebbe smentire. E' un'Europa che ci lascia soli nella battaglia contro l'immigrazione clandestina: una falsa e ipocrita idea di solidarietà giustifica l'invasione quotidiana delle coste del nostro Paese da parte di masse di disperati che si affidano a schiavisti senza scrupoli e portatori di morte. Invece, rispetto a tale drammatica situazione, un governo serio e rigoroso punterebbe ad aiutare queste popolazioni bisognose nei loro paesi d'origine, ma allo stesso tempo chiuderebbe le proprie frontiere e farebbe una dura lotta all'immigrazione clandestina, direbbe no alla concessione della cittadinanza italiana per ius soli. Oggi l'Europa è quella dell' Euro che ha distrutto al nostra economia, le nostre aziende e le nostre famiglie. Abbiamo assistito negli ultimi anni e ancora viviamo una crisi drammatica che ha portato migliaia di imprese a chiudere i battenti, migliaia di lavoratori a perdere il proprio lavoro. Ogni giorno giungono notizie di casi di suicidio di coloro che non ce la fanno più a vedere ogni giorno la propria dignità calpestata da uno Stato che troppe volte si è rivelato un vero e proprio oppressore.

Le nostre imprese, anziché essere esaltate come unici motori dello sviluppo del Paese, ogni giorno vengono colpevolizzate e assalite da controlli e sanzioni di ogni tipo per non parlare di leggi dannose come la Fornero che andrebbero cancellate di sana pianta. Oggi tanti padri di famiglia ogni giorno fanno la fila alla Caritas per poter ricevere un tozzo di pane da portare a casa. Uno stato vessatorio e nemico dei cittadini: è' una situazione inaccettabile e che non può più essere tollerata. Ecco perchè occorre smarcarsi (e il termine non è scelto a caso vista l'eccessivo potere tedesco nell'Ue) dall'Euro e ritornare alla nostra moneta nazionale, la lira. E' l'Europa che ci ha completamente abbandonati nella grave vicenda dei due marò Girone e Latorre che rischiano la pena di morte solo per aver servito l'Italia. (e cito volutamente anche il caso dell'ambasciatore italiano Daniele Bosio, altra grande ingiustizia, di cui purtroppo si parla troppo poco, ai danni di un nostro connazionale dimenticato dall'Europa e dal governo italiano).

E' l' Europa che ci vuole obbligare a rinnegare i nostri valori in primis quello della difesa della famiglia tradizionale e che sta portando l'ideologia gender a prevalere sui valori e sulle radici del nostro Paese attraverso l'indottrinamento delle giovani generazioni nelle stesse scuole. Un' Europa che, a furia di svendere e calpestare le proprie origini, rassomiglia sempre di più a quell' 'Eurabia descritta perfettamente da Oriana Fallaci nei suoi libri che oggi appaiono vere e proprie profezie. Un' Europa che cerca di affossare le sue origini cristiane e che vuole annullare le differenze e le autonomie locali, le tradizioni e i costumi dei territori. Non possiamo non ribellarci a questo percorso che in pochi anni porterà all'affossamento del nostro Paese. Ecco perchè quanto sta accadendo in Francia dove tantissimi cittadini hanno scelto Marine Le Pen come guida politica non ci lascia indifferenti. La crescità della leadership di Marine è indice di una scelta consapevole e coraggiosa da parte dei francesi che porterà in breve tempo la leader del Front National alla presidenza della repubblica francese.

Oggi c'è una grande fetta di italiani che non si sente rappresentata dalla politica: parlo dell'Italia che è stata sempre chiamata Italia moderata e che oggi è incazzata nera e ha tutte le ragioni per esserlo. Nel 1994 gli italiani furono affascinati dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e accadde qualcosa di grande e di unico che è durato vent'anni: le istanze e gli ideali dei cosidetti moderati si sono uniti alla storia umana e politica di un uomo: Silvio Berlusconi. Oggi quella stessa Italia, più incazzata, delusa e che si sente abbandonata dalla politica, chiede un'alternativa politica al Renzismo e alle sinistre. Quelle sinistre, oggi furbescamente rappresentate da Renzi, nei confronti delle quali, e lo dico con molto dispiacere, Berlusconi oggi non è combattivo come un tempo. E' un'Italia che vuole urlare a gran voce la propria amarezza ma sopratutto desidera che qualcuno si faccia carico dei propri problemi concreti: le tasse, la sicurezza nelle città, l'impossibilità di fare impresa a causa della burocrazia e dello stato oppressore, la libertà di difendere i propri valori primi tra tutti i valori cristiani insiti nella nostra tradizione nazionale e con essi il suo principale riflesso nella società, quella famiglia mai così attaccata come oggi.

Caro Matteo, tu puoi essere oggi l'interprete di questa Italia. Io non ti chiederò, come molti stanno facendo in questi giorni di fare delle rinunce: la secessione è un'idea superata e lontana nel tempo anche per la stessa Lega, perchè oggi, (e tu,contrariamente ad altri questo l'hai capito benissimo) la battaglia d'avanguardia da affrontare è quella contro quest'Europa. Il nemico non è Roma ma è il cuore del potere tecnocratico dell'Unione Europea, quell'Europa che considera il nostro paese un popolo di camerieri come per ultimo dimostra lo spot della Bce sulla nuova banconota da dieci euro. E questa è una battaglia identitaria e nazionale. La cultura e la storia d'Italia, la creatività e il talento degli italiani, il ruolo da tutti riconosciuto del made in Italy nel mondo, da sempre orgoglio del nostro Paese, meritano molto di più che essere considerati i camerieri dell'Europa. Ecco perché è un momento di svolta per la politica italiana. E' l'ora di costruire una nuova casa politica che accolga gli italiani liberi e oggi molto incazzati. L'appello che ti rivolgo, caro Matteo Salvini, è il seguente: lancia una piattaforma politica nuova chiamando a raccolta intorno a tale nuova proposta tutti i movimenti, i partiti e i singoli cittadini che vorranno aderire al progetto.Un messaggio chiaro e semplice agli italiani, cosi come Marine le Pen ha fatto con i Francesi. Una nuova e avvincente sfida a cui saranno chiamati tutti gli italiani liberi, dal Nord al Sud del Paese. Forza Salvini, prendi il timone. Tracciamo una nuova rotta e riprendiamoci l'Italia.

consigliere regionale indipendente della Sardegna
Commenti
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