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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaAmbiente › Alla conquista di Maria Pia: la vera storia| ed.1
19 dicembre 2014
I contesi terreni ricompresi tra Alghero e Fertilia al centro di una dettagliata inchiesta, in più aggiornamenti, nel tentativo di fare piena luce sulle scelte che segnano il futuro dell´area
Alla conquista di Maria Pia: la vera storia| ed.1


ALGHERO - Il Quotidiano di Alghero dedica una pubblicazione documentale sui terreni di Maria Pia ad Alghero, con curiosità e atti dagli anni '60 ai giorni nostri, nel tentativo di fare piena luce sulle scelte e i fatti che hanno segnato il futuro dell'area pubblica tra Alghero e Fertilia.

Vol.1
I terreni di Maria Pia, appartenenti all’ente ETFAS, Ente per la Trasformazione Fondiaria e Agraria in Sardegna, vennero acquisiti con Regio Decreto-Legge n. 1719 del 20 ottobre 1933, dall’Ente Ferrarese di Colonizzazione. Tale Ente prese in gestione le colonie bonificate dai detenuti: la prima fu quella di Cuguttu (Alghero), e le altre rispettivamente Gutierrez, Castiadas e Porto Conte. Dopo solo sei mesi di Lavoro, l’Ente inaugurò la prima azienda agraria sul terreno della colonia penale di Cuguttu, dando alla stessa il nome augurale di Maria Pia di Savoia. Nei primi anni 1960, cioè dopo circa 30 anni, i terreni cominciarono ad interessare altri soggetti che pensavano a scopi diversi dell’utilizzo agrario, infatti con verbale del Consiglio Comunale n° 3 del 20 gennaio 1962, il Consiglio deliberava di accettare la proposta di effettuare l’acquisto al prezzo di lire 300 al metro quadrato, nonché di accollarsi gli oneri per le opere di infrastrutturazione quantificate in lire 300 milioni.

Successivamente l’Amministrazione di Alghero, con verbale di Consiglio n° 140 del 02 luglio 1963, sollecitava l’ETFAS per l’acquisto dei predetti terreni. Il motivo espresso era alquanto risibile, infatti a margine della delibera si legge testualmente: …acquisizione dei terreni di Maria Pia al fine di mettere il Comune in condizioni di esercitare una azione calmieratrice sul mercato delle aree fabbricabili…. Per raggiungere gli scopi previsti il Comune di Alghero aveva anche acceso un mutuo di lire 200 milioni fin dal novembre 1962! In pratica il Comune di Alghero, o meglio i suoi amministratori, pensavano di calmierare il mercato delle case di abitazione acquistando terreni bonificati dallo Stato per l’utilizzo agrario trasformandoli nell’’immediato in aree fabbricabili.

Per poter vendere i terreni fu addirittura predisposta una Legge dello Stato, la n° 421 del 28 marzo 1968 [GUARDA L'ALLEGATO] che in un solo articolo permetteva all’ETFAS l’alienazione del terreno di Maria Pia avente una superficie di ettari 64.05.45. A tali operazioni si oppose strenuamente il Senatore Gavino Pinna che intercedette anche presso il Ministro per l’Agricoltura e le Foreste Dott. Ferrari Agradi. Il senatore Pinna infatti rilevava che l’Amministrazione di Alghero, capeggiata da Martino Lorettu, intendeva acquistare per 200 milioni di lire i terreni di Maria Pia e spendere inoltre 800 milioni di lire per le infrastrutture al posto dei 300 milioni iniziali, così come meglio specificato nel verbale del Consiglio n° 26 del 10 aprile 1965. A seguito di ciò il Senatore Gavino Pinna predispose una cronistoria [GUARDA IL DOCUMENTO], nella quale appare chiaro che gli interessi edificatori sui terreni di Maria Pia erano abbastanza manifesti ben prima della predisposizione del PRG ancora in vigore.

Vol.2
Nel 1963 intanto venne predisposta dall’Architetto Antonio Simon la zonizzazione di Cuguttu [VEDI LA COPERTINA DEL PROGETTO] che prevedeva interventi edificatori sia residenziali sia turistici. Si rimarca che i terreni erano ancora di proprietà dell’ETFAS, e che l’attuazione di tale intervento particolareggiato era quindi ancora a carico del proprietario.
Riallacciandosi quindi alle rimostranze dell’Onorevole Gavino Pinna, appare chiaro che ai 200 milioni di lire per l’acquisto e la contestuale richiesta dell’ETFAS, circa gli oneri ammontanti a 800 milioni di lire, per le infrastrutture a carico del comune era più che motivata.
Riassumendo l’Amministrazione aveva predisposto un accordo con l’ETFAS per l’acquisto dei terreni di Cuguttu, i terreni non si potevano acquistare poiché lo scopo dell’ENTE di Bonifica era quello di perseguire scopi agricoli, quindi occorreva una Legge dello Stato, che venne promulgata pemettendo così l’alienazione al Comune di Alghero al prezzo di 200 milioni di lire.

L’accordo iniziale però comprendeva anche la spendita di ulteriori 800 milioni di lire per la realizzazione delle infrastrutture che avrebbero dovuto essere realizate dal proprietario cioè dall’ETFAS. Di ciò si accorse l’Onorevole Gavino Pinna che intercedette anche presso il Ministro Ferrari Agradi e si evitò tale sperpero di denaro pubblico. Nessuno però all’epoca chiese i criteri con i quali poteva poi il Comune di Alghero alienare parti di tali terreni ai privati stante gli indirizzi residenziali privati degli stessi.

Il 4 luglio 1970 il Comune di Alghero acquistava dall’ETFAS i terreni di Cuguttu, della superficie di 940.545 metri quadrati. In effetti i terreni erano stati già individuati dall’anno 1967 con alcune modifiche mediante un frazionamento eseguito dal Geom. Alfredo Cesaraccio. L’UTE di Sassari riconobbe la regolarità delle superfici e del reddito in data 23 novembre 1967. Nel medesimo atto di rogito, predisposto dal Segretario Comunale di Alghero, venne pattuito che le concessioni e le locazioni degli immobili esistenti sui terreni od immobili posti nel comprensorio sarebbero passate di diritto nella sfera giuridica del Comune di Alghero e che l’E.T.F.A.S. assumeva l’impegno di trasferire i relativi contratti al Comune entro 30 gg. dalla data di sottoscrizione.
Parrebbe che il comune non onorò, con gli allora locatari, l’impegno preso e non rinnovò quindi nessun contratto di locazione.

Per di più L’art. 2 dell’Atto recita: “La vendita viene fatta ed accettata con tutti i diritti, servitù attive e passive, accessori e pertinenze nessuno escluso ed eccettuato, a corpo e non a misura, ed il complesso immobiliare compravenduto viene trasferito all’acquirente nello stato di fatto e di diritto in cui si trova ed il venditore, a mezzo del suo procuratore speciale, ne garantisce la piena ed esclusiva proprietà nonché libertà, la libertà da debiti, da pesi, da ipoteche, fa trascrizioni pregiudizievoli, sotto gli obblighi di Legge per i casi di evizione”.

L’art. 3 dell’Atto stabilisce il prezzo di compravendita in Lire 200.000.000 (lire duecentomilioni) fissato dall’UTE.
Viene anche stabilito che la vendita di parte del compendio viene fatta allo scopo di attuare il redigendo Piano Regolatore Generale e precisamente per la realizzazione dei seguenti interventi:
1. Costruzione dell’Edificio Scolastico COSTANTINO, destinato a Scuola Statale d’Arte
2. Costruzione di Campi sportivi
3. Acquisizione di aree per l’Edilizia Economica Popolare per dipendenti ETFAS.

Nel 1978 viene predisposto il PRG del Comune di Alghero, entrato in vigore poi definitivamente con modifiche e aggiunta di “colori” nel 1982. IL PRG, peraltro ancora in vigore, individua nei terreni di Cuguttu aree a verde, aree a servizi e aree per edifici residenziali, cioè appartamenti. In pratica gli scopi previsti dai politici sin dal 1962 diventarono operativi nel 1982 dopo circa 20 anni.
Nel 1993, dopo ulteriori 11 anni, venne proposto un piano particolareggiato a firma di un illustre architetto, di area questa volta repubblicana, cioè il Professor Piero Maria Lugli [GUARDA]. La proposta prevedeva fabbricati pluriplano [ECCO LA PLANIMETRIA DI PROGETTO] alcuni dei quali addirittura anche di 8 piani. Il volume complessivo da edificare era di 349.040 metri cubi, per avere una idea di massima oltre 11 volte il volume dell’Hotel Baia di Conte. I posti letto previsti erano circa 4000 ai quali si aggiungeva anche una Casa da Giuoco. Si ricorda che in merito a tale opportunità girava all’epoca voce di alcuni algheresi che conseguirono la qualifica di croupier.

Vol.3
Il Piano particolareggiato del Prof. Lugli viene depositato nel dimenticatoio, e con l’Amministrazione Baldino viene dato inizio ad una nuova iniziativa. In data 15 gennaio 2000 venne pubblicato sul GURI un bando al fine di avviare le procedure per consentire l’invio di proposte progettuali, da parte di soggetti privati, per la realizzazione di interventi pubblici o di pubblico interesse ai sensi dell’art. 37-bis Legge 109/94 e ss.mm.ii., aventi come oggetto la realizzazione di un insediamento turistico alberghiero nell’area Maria Pia. A seguito di tale bando, l’ATI costituenda composta dalla Società Ernesto Fabbroni –Impresa di Costruzioni SpA ed Europrogetti e Finanza SpA presentarono la propria proposta, denominata “Insediamento Turistico Alberghiero in area Maria Pia”. In data 14 luglio 2000, gli uffici del Comune predisposero una relazione per la identificazione delle modalità procedurali di valutazione dell’unica offerta pervenuta.
La Commissione, nominata con delibera di G.C. 187/2000, ritenne la proposta ammissibile, in quanto aderente alle prescrizioni contenute nel bando di gara.

La G.C., con delibera n. 208/2000, approvò le risultanze dei lavori della Commissione, richiedendo l’espletamento di ulteriori adempimenti istruttori. Da quanto si evince dal verbale del 24 ottobre 2001 della Commissione, la proposta della suddetta ATI è stata ulteriormente valutata. La G.C., con delibera del 30 novembre 2001, n. 286, decise di modificare ulteriormente la proposta presentata, fornendo a tal fine indicazioni e prescrizioni di carattere tecnico ed economico, per poi procedere con la dichiarazione di pubblico interesse.
Il Consiglio Comunale, con verbale del 18 novembre 2002, n. 30, interessò il Sindaco affinché si facesse promotore di tutte le azioni indispensabili per far modificare la proposta dell’ATI promotrice ovvero, in caso contrario, per annullare l’intera procedura di affidamento della concessione di costruzione e gestione dell’intervento in oggetto.

Infatti con un intervento congiunto anche sulla stampa [LEGGI L'ARTICOLO DE LA NUOVA SARDEGNA] attuato dall’ex Sindaco Pino Giorico e il Partito Repubblicano, rappresentato allora in consiglio dal Geom. Isio Camboni, venne presentata una mozione in “difesa” dell’Area di Maria Pia o meglio, sulla tipologia di insediamento prevista dal Bando di Gara e la conseguente proposta della società Europrogetti e Finanze SPA.
Vi è l’obbligo quindi di chiarire alcuni aspetti che complicano la comprensione della vicenda: la Società Europrogetti e Finanze è partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti e da alcune importanti banche; nell’anno 2002 l’amministratore della Europrogetti e Finanze Spa era l’arch. Andrea Silipo. Europrogetti & Finanza SPA era stata creata nel 1995, su invito del Governo, da Cassa Depositi e Prestiti, Unicredit, Medio Credito Centrale e da primari istituti finanziari pubblici e privati con lo scopo di fornire consulenza e servizi tecnico finanziari, finalizzati al sostegno di iniziative di sviluppo imprenditoriale e infrastrutturale connesse a un più efficace utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche.

L’architetto Andrea Silipo nell’anno 2002 firmò anche una convenzione con l’ANCI [VEDI], l’Associazione Nazionale dei Comuni di Italia, volta alla collaborazione tra i due Enti e finalizzata proprio all’utilizzo di fondi mediante la promozione, lo sviluppo e l’attivazione di progetti in Italia e all’estero. La società Europrogetti e Finanze SpA viene messa in liquidazione e nel 2009 il ramo di attività “Advisory & Project finance” di EPF viene acquistato dal gruppo Arcotecnica e diventa “Europrogetti & Finanza – Advisory & Real Estate srl”, con uffici a Roma e a Milano. In realtà tale fusione venne messa in atto dalla QiREF, società indipendente di advisory & asset management collegata al Gruppo Arcotecnica/WTP, che a fine novembre 2009 acquisì il ramo aziendale advisory di Europrogetti & Finanza SPA. Nel 2009 la divisione Advisory della società Europrogetti e Finanze Srl era l’Ing. Davide Viganò, che ritroviamo nel gruppo ARTEVA nel 2011 nella funzione di Presidente, mentre in quella di Amministratore delegato riscopriamo l’Arch. Andrea Silipo.

La società Europrogetti e Finanze Srl comunicò al Comune di Alghero, in data 05 febbraio 2010, la propria manifestazione di interesse a realizzare, in project financing, l’Insediamento Turistico Alberghiero dell’area di Maria Pia, dando disponibilità a valutare e concordare con l’Amministrazione comunale eventuali variazioni al progetto in conformità ai parametri urbanistici, ambientali, costruttivi e qualitativi che l’amministrazione stessa riteneva di dover prescrivere.
Nelle sedute consiliari del 17 novembre 2010 e del 18 novembre 2010, il Consiglio Comunale impegnò il Sindaco a verificare tutte le possibilità per definire con l’ATI promotrice un percorso che soddisfaceva le esigenze e le aspettative della Città di Alghero, al fine di creare una forte ricaduta economica e occupazionale, per rilanciare le imprese del territorio con strutture ricettive di altissima qualità, per accrescere la competitività promo commerciale internazionale del territorio algherese, adeguandosi, così, ai massimi livelli del nuovo sistema di “RATING” turistico nazionale;

Nella medesima seduta, il Consiglio Comunale con delibera del 14 settembre 2010, n. 44389, confermò e ribadì all’unanimità l’interesse dell’Amministrazione per la proposta di cui era a quel momento titolare (titolare?) la Europrogetti & Finanza s.r.l., ed avente ad oggetto l’Insediamento Turistico Alberghiero in località Maria Pia.
Qui sorge più di un dubbio e cioè come era possibile che un progetto, redatto sulla base di un bando pubblico, approvato da una commissione appositamente costituita, potesse essere modificato in maniera sostanziale?
E come era possibile che il soggetto vincitore del bando abbia potuto “vendere” la vittoria del bando ad un altro soggetto questa volta assolutamente privato?
Come è stato possibile che una società partecipata dallo Stato (la Europrogettie Finanze SpA) abbia potuto vendere un ramo di azienda senza bando ad un soggetto privato?
E come si spiegherebbe il fatto che il potenziale consulente del Comune (l’Arch. Andrea Silipo), per il tramite dell’ANCI del quale il Comune di Alghero è socio, nel caso specifico delle problematiche sul Projet Financing, sia lo stesso amministratore sia della società che ha acquisito il ramo di azienda sia della società che lo ha ceduto, rispettivamente Europrogetti e Finanze Srl e Europrogetti e Finanze SPA?

Vol.4
Verificando i collegamenti tra le varie società interessate al project financing si rileva che la società Europrogetti e Finanza S.r.l. appartiene al gruppo ArcoTecnicaGroup S.p.a., che a sua volta contiene altre società [VEDI]. La società Europrogetti e Finanza S.r.l. è anche socia della AIRAM S.C.A.R.L. con sede in Milano in Piazza Missori n° 2, cioè la medesima sede principale della ArcoTecnicaGroup S.p.a. che ha sedi anche a Roma e a Messina.
La società AIRAM S.C.A.R.L. è partecipata dalla Europrogetti e Finanza S.r.l. al 10%, dalla SO.FIN.GI. S.r.l. al 45% ed infine dalla 2C Costruzioni S.r.l. al 45%, queste ultime due note società di Alghero.
In data 28 novembre 2014 la società AIRAM S.C.A.R.L. inoltrava una richiesta di danni al Comune di Alghero per un importo di 4.547.000,00 euro [GUARDA LA LETTERA INVIATA A SANT'ANNA], motivandola con un presunto accordo di carattere privato con la società Europrogetti e Finanza S.r.l.. Tale “accordo” contiene “una clausola con la quale Europrogetti e Finanza S.r.l. addebita ai soci subentranti una penale pari al 2% dell’importo previsto dell’investimento, qualora per cause non da essa dipendenti, il progetto non dovesse essere realizzato entro 5 anni dalla stipula dell’accordo”.

In pratica una società privata (la Europrogetti e Finanza S.r.l.) ha acquistato nel 2009 un ramo di azienda da una società a partecipazione pubblica (la Europrogetti e Finanza S.p.a.), per la precisione “i diritti” del ramo di azienda che circa 10 anni prima aveva vinto la gara per il Project Financing di Maria Pia.
La società privata a quel punto stipulava un accordo privato con due società algheresi (La So.Fin.Gi. e la 2C Costruzioni del Geom Camboni), che prevedeva il pagamento di penali da parte delle società algheresi nel caso, entro 5 anni dalla stipula dell’accordo, non fosse andata a buon fine la proposta del Project Financing modificata dalla Giunta Comunale. In effetti in data 30 novembre 2001 la Giunta Comunale dichiarava il pubblico interesse dell’iniziativa e deliberava di approvare, con variazioni, la proposta della Europrogetti e Finanza SPA [LEGGI LA DELIBERA], inserendo tra le varie richieste anche il pagamento di un canone annuo dell’importo di lire 1.113.560.000 cioè euro 575.105,74. A tale Delibera seguì una mozione discussa e approvata dal Consiglio Comunale in data 27 novembre 2002 [LEGGI LA MOZIONE] promossa dal Geom. Bachisio Camboni e da altri sei consiglieri, tra i quali un membro (Maurizio Pirisi) della attuale “Commissione di inchiesta di Maria Pia” presieduta dal consigliere Gavino Tanchis.

Il Sindaco in tale data non era più Tonino Baldino ma l’Avv. Marco Tedde.
Il Consiglio Comunale, a seguito di tale mozione, all’unanimità, decise che il progetto non era consono ai nuovi voleri dell’Amministrazione e la proposta della Europrogetti e Finanza S.p.A. si bloccò per lunghi anni. In data 05 febbraio 2010, dopo 8 anni, la società Europrogetti e Finanza S.r.l. e non la S.p.A., scriveva una lettera al Sindaco di Alghero, sempre l’Avv. Marco Tedde, informando di avere acquisito, senza riportare la data, tutti i diritti ed obblighi in capo alla Europrogetti e Finanza S.p.A. [ECCO LA COMUNICAZIONE].
In tale data però gli accordi con le due società algheresi erano stati già stipulati, così come riportato nella richiesta dei danni.
Sette mesi dopo, cioè il 14 settembre 2010, due consiglieri comunali e cioè Giancarlo Piras e Alberto Zanetti impegnavano il Sindaco con un Ordine del Giorno [LEGGI] volto a verificare se esistevano le condizioni reali circa la proposta ripresentata dalla Europrogetti e Finanza S.r.l. amministrata dall’Arch. Andrea Silipo.

Appena due mesi dopo, cioè il 22 dicembre 2010, veniva costituita la società AIRAM S.C.A.R.L., partecipata dalla 2C Costruzioni, di proprietà del Geom. Bachisio Camboni che otto anni prima aveva presentato la mozione che bloccò l’iter della originaria Europrogetti e Finanza S.p.A..
Si ricorda che l’Arch. Andrea Silipo era a suo tempo Amministratore anche della Europrogetti e Finanza SPA, divenuto in seguito Amministratore della Europrogetti e Finanza S.r.l. e quindi socio della AIRAM S.C.A.R.L. cioè del Geom. Camboni e della So.Fin.Gi.
Leggendo la richiesta di danni inoltrata dal legale della AIRAM S.C.A.R.L., costituita il 22 dicembre 2010, si nota che le penali a carico delle due imprese algheresi, dell’importo per ciascuna di euro 1.911.000,00, è richiamato dalla scrittura privata stipulata il 31 dicembre 2009, quando era ancora Sindaco l’Avv. Marco Tedde, e quando era assessore all’Urbanistica il Sig. Maurizio Pirisi.
Parrebbe quindi che i danni richiesti al Comune di Alghero da parte di una società privata, e cioè la AIRAM S.C.A.R.L. derivino da un accordo stipulato prima che la stessa società fosse stata addirittura costituita.

Vol.5
Arriviamo all’anno 2012, con l’amministrazione Lubrano. Il nuovo Sindaco predispose una serie di riflessioni e di suggerimenti [VEDI], con le quali analizzava e suggeriva alcune modifiche alla proposta del Project Financing della Europrogetti e Finanza. In particolare si soffermava sulle considerazioni dell’opinione pubblica e pensava anche alla predisposizione di un secondo bando. Appena un anno più tardi (nel 2013) invece cambiava idea e proponeva un Parco Urbano [VEDI] seguendo gli indirizzi proposti dalla Facoltà di Architettura [VEDI]. A dirla tutta si riporta, sempre per onore di cronaca, una ulteriore proposta presentata sempre al Sindaco Lubrano dallo studio di Ingegneria Proger SPA [GUARDA LA PLANIMETRIA] sempre nell’anno 2013. Tale studio prevedeva la realizzazione di una struttura alberghiera categoria 4 superior di 550 posti letto, la modifica del molo di Fertilia eliminando l’ostruzione del molo di sopra-flutto verso la laguna del Calich, la realizzazione di un piccolo porticciolo turistico, per evitare definitivamente l’ormeggio delle barche all’interno del canale di Fertilia, ripristinando così lo scambio naturale delle acque tra il mare e la laguna del Calich.

Di tale progetto l’Amministrazione Lubrano non ne ha mai fatto menzione, forse poiché non ne ha avuto nemmeno il tempo. Arriviamo così ad un punto fermo e purtroppo cruciale: mentre le varie amministrazioni si succedevano ricevendo e proponendo progettualità diverse, diversi altri soggetti, questa volta privati, maturavano diritti di usucapione sui terreni comunali, oramai privi per Legge della caratteristica di bene indisponibile. La Legge, che servì a permettere la vendita dei terreni di proprietà dell’ETFAS al Comune di Alghero, rese infatti i terreni stessi beni alienabili e quindi anche usucapibili.

Tra i vari progetti presentati proprio l’ultimo, quello presentato al Sindaco Lubrano, fu redatto quasi interamente sul terreno in uso ad un coltivatore diretto, che lo utilizza da svariati anni per scopi agricoli, e che ha intrapreso anch’esso una iniziativa di usucapione.
In pratica gli amministratori per anni hanno pensato solo a come programmare gli interventi da attuare nel compendio di Maria Pia, ma si sono dimenticati delle problematiche dominicali, facendo si che i terreni cadessero sotto le forche dell’usucapione cagionando danni rilevanti alla collettività. Si riporta ad esempio un recente atto dell’amministrazione Tedde, che ha dovuto procedere a remunerare un potenziale usucapente [ECCO IL VERBALE DI GIUNTA] al fine di evitare che lo stesso potesse continuare la causa ad un grado di giudizio superiore, garantendo onerosamente la proprietà del terreno al Comune di Alghero.


*Seguiranno puntuali aggiornamenti circa le cause di usucapione
**prima pubblicazione 30 novembre 2014
***con la collaborazione di Raffaele Cadinu
Commenti
15:37
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