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Alguer.itnotiziealgheroPoliticaParchi › Enrico Daga spara al suo Pd. «Sul Parco ha vinto l´antipolitica»
A.B. 11 gennaio 2015
Il dirigente provinciale democratico di Alghero punta i piedi contro la decisione del governo regionale di prevedere cariche onorifiche per il Cda del Parco di Porto Conte e attacca frontalmente: «mai avremmo creduto in uno scadimento della politica così»
Enrico Daga spara al suo Pd
«Sul Parco ha vinto l´antipolitica»


ALGHERO - Nei prossimi giorni, il Consiglio Comunale adeguerà lo statuto inserendo le modifiche introdotte da Cagliari e il 16 gennaio l'assemblea potrebbe eleggere i nuovi organi. Nel frattempo, sul Parco di Porto Conte si registrano turbolenze politiche che investono i maggiori partiti a livello regionale. «Quello che è successo è da irresponsabili. Significa inseguire la più becera antipolitica. Significa fare i conti con le tasche degli altri, perchè i legislatori hanno lauti stipendi e non viene loro chiesto di rendere conto delle proprie azioni». Le pesanti parole pronunciate in occasione del Consiglio Comunale di Alghero dello scorso 8 gennaio [CONSIGLIO COMUNALE] sono del consigliere democratico Enrico Daga, che non le manda di certo a dire ai vertici regionali del suo partito e alla Maggioranza cagliaritana nell'aula di via Roma.

Daga spara a zero contro la decisione della Giunta regionale presieduta dal governatore Pigliaru prima [LEGGI] e dello stesso Consiglio regionale poi [LEGGI], che modificando la legge istitutiva del Parco di Porto Conte, oltre ad introdurre la possibilità di eleggere il presidente di Casa Gioiosa al di fuori dall'assemblea (che come richiesto dall'unanimità su proposta proprio del Pd algherese sarà sempre costituita dall'intero Consiglio), ha anche azzerato ogni possibilità di retribuzione per il Consiglio d'Amministrazione (decisione giustificata come adeguamento alle norme sulla spending review). E' bene ricordare che già oggi il presidente e Cda svolgevano le funzioni senza emolumenti, ma per scelta controversa dell'allora maggioranza Lubrano (il presidente era anche il sindaco).

«Chiunque andrà ad amministrare il Parco lo dovrà fare a tempo perso, e questa è una cosa grave, un'offesa nei confronti di chi amministra questa città» sottolinea l'assessore provinciale che ammette, andando apertamente contro la sua stessa parte politica, «mai avremmo creduto in uno scadimento della politica così» e rivolgendosi alla Maggioranza consiliare chiede che «con l'autorevolezza di questo consesso prima o poi si dovrà affrontare il grave problema». «Non vorrei essere nei panni di chi dovrà guidare questo ente, che avrà su di se tutte le responsabilità e che dovrà farvi fronte con le proprie risorse. Si tratta di una pazzia» ha infine concluso Enrico Daga.

Sulla questione si è acceso un mini dibattito, che ha trovato sostanzialmente d'accordo il consigliere Tanchis, che ha parlato di una «Regione che è andata oltre le richieste algheresi» sottolineando anche le gravi responsabilità del Pd, ma anche quelle di Forza Italia, mentre Pais ha dato disponibilità ad interessare il gruppo consiliare regionale. Mario Bruno, invece, ripercorrendo l'iter regionale che ha portato all'approvazione urgente della modifica richiesta dal Consiglio Comunale al fine di sbloccare il conflitto di norme che ingessava il Parco, ha anche informato l'aula sulla presenza di due differenti disegni di legge già agli atti della regione (uno a firma Pd e l'altro Fi), esortando i referenti cittadini dei principali partiti di maggioranza e opposizione affinchè interessino gli organi regionali «perchè è una semplice questione politica che ha poco di istituzionale».

RIGUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI ENRICO DAGA

Nella foto: Enrico Daga nel suo intervento in via Columbano
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