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A.B. 17 gennaio 2015
Il presidente Daniele Dore ha inviato una lettera agli enti locali, provinciali e regionali per «esprimere forte contrarietà a qualsiasi ipotesi di creazione di un campo sosta, anche se temporaneo, all´interno del territorio delle borgate dell´agro di Alghero»
Il Comitato Zonale Nurra dice no al campo rom


ALGHERO - «Il Comitato Zonale Nurra esprime forte contrarietà a qualsiasi ipotesi di creazione di un campo sosta, anche se temporaneo, all'interno del territorio delle borgate dell'agro di Alghero. La popolazione, che non è mai stata coinvolta al fine di trovare una opportuna soluzione, ha già espresso formalmente al prefetto con una lettera e al sindaco durante l'assemblea tenutasi a Guardia Grande il 22 novembre 2014, la chiara intenzione di non poter accettare una provocazione così forte». Inizia così la lettera che il presidente del Comitato Daniele Dore ha inviato al prefetto di Sassari, al sindaco di Alghero, al Servizio territoriale demanio e patrimonio Sassari, all'Assessorato Regionale agli Enti Locali, ai dirigenti dei Servizi Sociali, dei Lavori Pubblici e Ambiente del Comune di Alghero, al referente Laore Unità organizzativa Patrimonio area Nord ed alla locale Stazione Forestale.

Una presa di posizione forte da parte del Comitato Zonale Nurra, che sottolinea come «l'attuale campo rom oggi in fase di sgombero per motivi di carattere sanitario, dimostra come negli anni le Istituzioni non siano state in grado di controllare e far rispettare le più elementari norme di comportamento e rispetto verso le persone e le cose. Per questo motivo – spiega il presidente – le comunità delle borgate non potranno mai accettare che si riproponga una simile situazione in un territorio che per anni ha già subito e sopportato fin troppo. In questi giorni nuovamente, come già accaduto nelle settimane scorse, la popolazione viene turbata da sopralluoghi da parte di amministratori e tecnici comunali nelle borgate e nei terreni limitrofi, in particolare nella pineta dell'Arenosu-Gutierrez e nel terreno ex Sa Besa a Sa Segada».

«Trattandosi di spazi ampi, senza servizi ne infrastrutture di alcun tipo, si teme che queste sistemazioni siano solo il principio di un nuovo campo rom fuori controllo, in cui vi sarebbe tutto lo spazio disponibile ad ospitare nel tempo nuovi nomadi in arrivo e continuare le attività che hanno portato oggi al degrado dell'attuale sito. Si ricorda – sottolinea Daniele Dore – che l'Unione Europea peraltro ha già minacciato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia, criticandola per “le politiche abitative segregative” che comporta la realizzazione di campi rom anziché l'integrazione nella società. Per l'Unione Europea infatti – prosegue – i campi rom “limitano gravemente i diritti fondamentali degli interessati, isolandoli completamente dal mondo circostante”. Per motivi sopra esposti si chiede all'Amministrazione Comunale di Alghero e a tutti gli organi istituzionali interessati, che si perseguano tutte le possibili azioni che consentano ai cittadini di etnia rom la piena integrazione nella comunità algherese. Altre soluzioni che potessero ritenersi necessarie, anche se temporanee, non devono ricadere nel territorio delle borgate dell'Agro di Alghero, poiché – conclude il presidente del Comitato Zonale Nurra – nei fatti si sposterebbero solamente le attuali condizioni in un'altra area del territorio dove la popolazione ne ha già sperimentato e subito per oltre trent'anni gli effetti».
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