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Alguer.itnotiziealgheroOpinioniSanitàOspedale, il nostro destino pare già scritto
Michele Pais 9 ottobre 2015
L'opinione di Michele Pais
Ospedale, il nostro destino pare già scritto


Grandissima delusione è quella che rimane a seguito della visita ad Alghero dell'Assessore alla Sanità Regionale, Luigi Arru. Di fatto l'Assessore, dopo avere fatto una lunga premessa sui massimi sistemi della sanità mondiale, di fatto non ha modificato una virgola rispetto alle previsioni contenute nel Piano di Riorganizzazione della Rete Ospedaliera approvato dalla Giunta regionale e che vede un pesante declassamento del presidio ospedaliero algherese. Addirittura, evidentemente offuscato dalla difficoltà di dover giustificare in terra ostile questa decisione assurda e illogica sotto tutti i punti di vista, sanitario ed economico, è riuscito a dire che, in fondo gli ospedali nn servono poi a così tanto per la salute dei cittadini.

Per argomentare ciò ha citato l'Ogliastra dove vi è la maggior percentuale di centenari e la minor presenza di strutture ospedaliere, cosa che ha attirato la curiosità degli USA a tal punto da finanziare con 5 milioni di dollari uno studio sugli abitanti di quella zona.
Praticamente il discorso dell'assessore tendeva a dimostrare che laddove vi sia una concetrazione maggiore di ospedali, l'età media si abbassa notevolmente rispetto a posti in cui l'ospedale è cosa rara, come in alcune zone dell'Ogliastra. Ergo, sviluppando questo ragionamento, gli ospedali non fanno così bene alla salute e alla longevità dei cittadini e, pertanto, se di quelli esistenti se ne chiude o declassa qualcuno non si attenta al diritto alla salute dei cittadini. Può sembrare una barzelletta ma questo è stato il senso del discorso dell'assessore alla sanità che, a ben vedere, è la chiave di lettura perfetta di un Piano che solo una mente in grado di sviluppare questo pensiero poteva concepire.

Pertanto nessun impegno concreto alla modifica sostanziale dall'atto di programmazione sanitaria. Tuttavia, poiché sentiva la pressione psicologica degli intervenuti al dibattito che evidentemente portavano ragioni atte a dimostrare l'assoluta necessità di rivedere la programmazione fatta per il territorio Algherese, volta ad un radicale potenziamento, in conclusione del dibattito si è lasciato andare ad un impegno che suonava essere di questo tenore: "si farà quello che si potrà fare". Alcuni, tra cui auterovoli esponenti istituzionali, hanno dedotto di considerare come cosa fatta la costruzione di un nuovo ospedale e classificazione del medesimo come DEA di I Livello. Altri, i più per la verità, l'hanno intrepretato come una presa per i fondelli e che nulla cambierà rispetto a quanto già deciso. Io mi ritrovo in quest'ultima categoria di soggetti, non per perché nutra qualche dubbio sulla parola dell'assessore, ma perché ho certezza che volontariamente non modificherà una virgola del Piano da lui presentato.

L'assessore conosceva bene le richieste avanzate dal nostro territorio in una proposta chiara sottoscritta da tutti i Sindaci della provincia di Sassari e, se avesse voluto accoglierle, sarebbe arrivato con una proposta emendativa al Piano coerente con le richieste. Cosa che non c'è stata e che non ci sarà. Per tale ragione, penso che si debba procedere con una mobilitazione di massa a Cagliari, fino al punto di occupare il Consiglio regionale. Solo con azioni concrete e forti di tutto il territorio unito potremmo pensare di modificare le cose. In caso contrario, il nostro destino è già scritto. Con buona pace di chi spaccia ai cittadini la certezza di aver già acquistato la Fontana di Trevi.

*Consigliere comunale Forza Italia
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